• on febbraio 14, 2021

Domenica 14-02-2021  Lebbra o covid19?

VI Domenica del tempo ordinario (B)                   P. Bartolomeo Kupś

14 febbraio 2021                                                                                         

Lebbra o covid19?

            Al tempo di Gesù la vita dei lebbrosi era molto difficile. Le persone colpite da questa malattia soffrivano molto, spesso morivano. Scusatemi, non voglio impressionarvi, ma dieci anni fa quando sono andato in Senegal a fare la mia esperienza missionaria, ho incontrato alcune persone, che dopo aver avuto la lebbra, sono rimaste senza naso, orecchio, con le mani deformate, senza dito ecc.  La malattia aveva consumato alcune parti del corpo, rendendoli infelici. Il problema consisteva, non soltanto nell’affrontare la malattia, ma anche nell’essere escluso dalla comunità. Come abbiamo sentito nella prima lettura di oggi. Chi aveva la lebbra doveva avvertire gli altri, gridando: Impuro, impuro (vedi Lv 13,1-2.45-46). Il contagio comportava anche l’impurità rituale, religiosa. Chi aveva avuto un contatto con l’ammalato, non poteva entrare nella sinagoga. Perciò gli ammalati evitavano i sani e viceversa.

Guardando i tempi nei quali viviamo, si potrebbe dire, che non è cambiato niente. Chi è positivo al coronavirus, deve rimanere isolato. La malattia colpisce il corpo in maniera diversa però. Non deve gridare: “Impuro, impuro!”, ma portando la mascherina e disinfettando in continuazione le mani è come se gridasse: “Impuro, impuro! Stai attento” 😉. Incredibile, la Parola di Dio è sempre attuale e si applica alle realtà concrete della nostra vita.

Guardando quel lebbroso, ammiro il suo coraggio. Lui si inginocchia davanti a Gesù, riconoscendo il LUI il Medico migliore dell’anima e del corpo, e chiede la grazia. Anche Gesù è molto coraggioso. Tende la mano e tocca quel lebbroso. Toccare qualcuno che non si può toccare. Tuttavia, questo tocco di Gesù non lo ha portato al contagio. Gesù ha purificato quell’uomo, suona strano, ma il malato è stato contagiato dalla salute! L’uomo finora, escluso è sano, contagiato dalla bontà e dall’amore di Dio.

Il Vangelo che accogliamo, pochi giorni prima che inizi la Quaresima, non è soltanto un racconto storico, una storiella che non serve a niente, da relegare nel passato. Questo Vangelo è un appello per ognuno di noi a chiedere a Gesù di aumentare la nostra fede. Scusatemi, a scanso di equivoci, voglio spiegarmi meglio! Non banalizzo il contagio, che è sempre possibile e pericoloso. Dobbiamo essere prudenti e rispettare tutte le precauzioni possibili. Ma non è normale quando sento dire: “Padre io non vado in chiesa perché posso contagiarmi. Questo coronavirus non porta qualche impurità rituale😊! Non penso che sia così “religioso”, pio, che possa contagiare soltanto in chiesa. Proprio domenica mattina scorsa, andavo a celebrare la messa fuori parrocchia e vicino al mercato vedevo tante persone, anche anziane di 80 anni, che andavano a fare la spesa. Siamo per caso impazziti? So che altri dovrebbero sentire queste parole e non voi che venite regolarmente. Ormai ho memorizzato i vostri visi. Condivido con voi questa mia preoccupazione, e cioè che tanti, per “salvare” la vita terrena hanno dimenticato e dimenticano quella celeste. Quanti nostri parrocchiani muoiono senza sacramenti, perché i loro familiari spesso non praticanti non ci chiamano, perché c’è il coronavirus! E devo dirvi la verità! Piange il mio cuore di sacerdote.

Tuttavia, Gesù è sempre disponibile, pronto a stendere la sua mano e toccare la nostra lebbra, il nostro peccato. Addirittura, non devi fare la fila per raggiungerlo. Non devi essere una persona privilegiata. Le conoscenze sono inutili. Basta venire. Basta inginocchiarsi umilmente e chiedere la grazia! La lebbra, tanti portava alla morte! Lo stesso è accaduto e accade con il coronavirus. Abbiamo tanti decessi e per queste persone preghiamo! Ma quanti nostri fratelli e sorelle sono ancora vivi, ma morti spiritualmente? Non pronti ad incontrare Gesù? I cadaveri, che camminano ancora…Pregate fratelli e sorelle fortemente, che Dio possa aumentare la nostra fede e la fede delle persone che conosciamo. E dite agli altri che il virus non è così “religioso e praticante”, che va soltanto in chiesa ed evita gli altri luoghi!