• on febbraio 17, 2021

Mercoledì delle ceneri 2021

MERCOLEDÌ DELLE CENERI, 17 FEBBRAIO 2021                                   P. BARTOLOMEO KUPŚ

ESPLOSIONE DELLO SPIRITO E LAVA DELL’AMORE

Quando arrivai a Napoli, quasi cinque anni fa, rimasi colpito dalla maestà del Vesuvio, sapete meglio di me, che l’ultima eruzione registrata del Vesuvio, come viene riferito, ebbe luogo il 13 marzo 1944. Da allora, il vulcano non dà segni di attività eclatanti. La storia ha visto molte esplosioni di questo gigante. Uno dei più tragici del 24 agosto 79 d.C. (dopo Cristo), fu descritto da Plinio il Giovane, noto scrittore e oratore romano. Le vicine città di Pompei, Ercolano e Stabia furono distrutte; l’eruzione del vulcano colpì significativamente l’area vicina. La terra vulcanica è molto fertile nell’area vesuviana e favorisce la coltivazione di varie piante e ortaggi; albicocche, ciliegie e pomodori vengono coltivati in quella zona, sulle pendici ci sono numerosi vigneti, le cui uve hanno un gusto particolarmente buono, quasi come se ciò derivasse da un po’ di cenere.

Il tempo santo della Quaresima che iniziamo oggi nella Chiesa cattolica romana è per noi un invito speciale a guardare il suolo dei nostri cuori. Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti!” (Gl 2, 12). L’odierna Liturgia Penitenziale può essere vissuta come una sorta di eruzione dello Spirito Santo, che coprirà le aree sterili del nostro cuore con la lava della sua presenza e del suo amore. “Suonate la tromba in Sion, proclamate un digiuno, convocate un’adunanza solenne.” (Gl 2,15). All’inizio del pellegrinaggio di quaranta giorni, abbiamo bisogno di una sorta di shock per svegliarci da un terribile sonno spirituale. La lava che esce dal vulcano distrugge tutto ciò che incontra lungo il suo cammino, dopo il suo passaggio, tuttavia, il terreno diventa più fertile. Lo Spirito Santo vuole fare lo stesso con noi, vuole bruciare con la lava dell’amore ciò che è solo umano, debole e incapace di svilupparsi, per realizzare un nuovo ordine Suo, non quello mondiale senza Dio; desidera di creare nuove realtà per lo sviluppo della nostra vita interiore. “Tra il vestibolo e l’altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano: «Perdona, Signore, al tuo popolo e non esporre la tua eredità al vituperio e alla derisione delle genti».” (Gl 2,17). In questo giorno il sacerdote cosparge di cenere le nostre teste, ci ricorderà che su questa terra siamo solo pellegrini.  “Ricorda che cenere sei e cenere ritornerai.” Siamo invitati a convertirci e ad allontanarci da ciò che è contrario alla dignità dei figli di Dio, ricevuta nel battesimo, la cenere si posa sulle nostre teste, tuttavia, vorrei che arrivasse al nostro cuore, perché cominci a portare frutti concreti della trasformazione fatta in noi dallo Spirito Santo. Le uve del Vesuvio hanno un gusto interessante, la nostra vita cristiana può anche diventare diversa, migliore, più interessante. L'”esplosione” dello Spirito Santo, la lava dell’amore e un po’ di cenere possono causare il miracolo del cambiamento del cuore, diventerà quindi più sensibile a ciò che sta accadendo dentro di noi e intorno a noi.

In questo momento di trasformazione interna, la Chiesa ci dà strumenti concreti: digiuno, elemosina e preghiera, le pratiche proposte della vita cristiana ci aiuteranno ad avvicinarci a Dio e alle altre persone. Il digiuno che facciamo ci aiuterà a capire che possiamo ottenere frutti veri e duraturi solo quando ci costa qualcosa, alcuni vizi, peccati e tentazioni dello spirito maligno possono essere rimossi solo con il digiuno.

Il potere del digiuno, che protegge dal peccato, è stato descritto dai padri della Chiesa. Era anche praticato e raccomandato dai santi. Il digiuno correttamente inteso, in contrasto con le pratiche dei farisei stigmatizzate da Cristo nel Nuovo Testamento, non è solo scrupolosa sentita osservanza dei comandamenti, ma ha una ragione più profonda, deriva dalla necessità di mangiare “cibo vero”, cioè di fare la volontà del Padre – come ha insegnato Benedetto XVI. L’elemosina copre molti peccati, dice la Sacra Scrittura (cfr. 1 Pt 4, 8). Quando facciamo l’elemosina non dobbiamo dare solo le briciole, ma avere il coraggio di donare spingendoci fino a causare la “sofferenza delle nostre tasche”. Ciascuno, quindi, faccia come il proprio cuore gli dice, senza pentimento e senza sentirsi obbligato, perché Dio ama chi dona con gioia. (2 Cor 9, 7). Il Vangelo di oggi sottolinea la caratteristica dell’elemosina cristiana: deve essere data in segreto. “Che la mano sinistra non sappia cosa fa la destra”, dice Gesù, “perché la vostra elemosina rimanga nascosta” (Mt 6,3-4). E poco prima, ha detto che non bisogna vantarsi delle proprie buone azioni, per non rischiare di perdere la ricompensa in cielo (cfr Mt 6,1-2). La preghiera ci aiuterà a rimuovere dal nostro cuore ciò che è negativo, solo umano, e ci permetterà di accogliere le nostre sorelle e i nostri fratelli, per tornare insieme a Dio, Origine e Senso e Fine della esistenza di tutti.

Siamo pronti ad andare? Il Vesuvio dorme e fortunatamente per ora non dà segni di attività. Caro fratello, cara sorella svegliati. Svegliamoci! Che la lava dell’amore si riversi nei nostri cuori per vedere e gustare la bellezza dell’esplosione dello Spirito Santo, che può solo sorprenderci e saziarci nel profondo e le ceneri non si fermino sulla nostra testa, ma scendano al cuore.