• on febbraio 6, 2021

domenica 07-02-2021 Veramente vuoi essere guarito?

Veramente vuoi essere guarito? (7 febbraio 2021)

L’altro ieri, meditando sulla Parola di questa quinta domenica del tempo ordinario, cercavo di immaginare quella scena. Provate anche voi. Chiudete gli occhi. Ecco la stanza dove si trova il letto e la suocera di Simon Pietro. Lei soffre, perché la febbre è alta. Gesù prende la sua mano e la febbre la lascia… Fermatevi. Potete aprire gli occhi. Chi desidera, può continuare con gli occhi chiusi. Non dormire però 😊! Gesù desidera prendere la tua mano. Probabilmente non hai febbre. La temperatura corporea può essere alta la febbre dei pensieri negativi, la febbre delle sofferenze atroci, la febbre delle emozioni incontrollate. La febbre di… tu sai meglio di che cosa…Vuoi essere guarito come questa povera donna? Probabilmente sì. Prima però, devi rispondere ad una domanda: perché desideri di essere guarito?

Notate, cari fratelli e sorelle, che la suocera di Simon Pietro, dopo aver ricevuto la grazia, ha iniziato a servire. Ha cominciato a fare qualcosa per gli altri. Il Signore l’ha guarita per poi impegnarla. Vedete, spesso la grazia non viene concessa, perché noi sbagliamo dall’inizio, chiedendola. Gesù non vuole guarirci soltanto per farci stare bene. Egli desidera che tu possa utilizzare la tua guarigione per fare qualcosa di buono per la comunità dei credenti oppure per gli altri. Se vuoi soltanto stare bene, è troppo poco. Ovviamente, c’è anche il mistero della sofferenza, ma questo è un altro tema, magari lo svilupperemo un’altra volta.

Guardate san Paolo. Pure lui è stato guarito dalla cecità, dopo esser caduto dal cavallo. E ricevendo la vista, ha iniziato subito ad evangelizzare. “Guai a me, se non annuncio il Vangelo”. Sono impressionato dalla sua determinazione. La grazia ricevuta l’ho ha spinto a girare tutto il mondo e a riversarla nei suoi scritti, belli, profondi, vissuti.

Vedete adesso. Quando ricevete una grazia, non potete rimanere fermi. Dovete evangelizzare, condividere la propria esperienza di vita spirituale con gli altri.  Guai a me se non annuncio il Vangelo!!!

Sei papà? Fai bene il papà, guidando in maniera saggia la tua famiglia, aiutando tua moglie. Sei mamma? Fai bene la mamma, aiutando a crescere i tuoi figli. Non dimenticare che il vero amore dovrebbe essere esigente. Siete figli, adolescenti? Iniziate a prendere la responsabilità per la vostra vita, studiando, lavorando. E non abbiate paura di separarvi dai genitori. Non potete stare sempre sulle spalle dei genitori. Il cordone ombelicale deve essere spezzato. Sei una persona anziana? Prega fortemente per gli altri. Chi sa? Forse il mondo esiste ancora perché ci sono gli anziani, così spesso trascurati, non voluti più dai familiari, che pregano ancora. Adesso tocca a me 😉 Sei un sacerdote? Convertiti finalmente e svolgi in maniera più costante il tuo ministero sacerdotale.

Il Signore a volte sembra sordo. Ma non lo è! Siamo sbagliati noi chiedendo qualcosa senza aver pensato al futuro, come si potrebbe utilizzare quella grazia per gli altri…pensate pure allo scopo della nostra vita. “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Infatti, quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita?” (Mt 16, 25 – 26b)

            Vedete, cari fratelli e sorelle, se ciascuno di noi si impegnasse per la crescita del regno di Dio, la sua vita e la vita dei suoi familiari, sarebbero diverse, più belle e distanti dalle cose del mondo che spesso ci rendono infelici. La conferma bella è nella prima lettura di oggi. Giobbe ha perso tutto! La ricchezza, i greggi, la casa. Sono morti i suoi figli, ma lui nonostante tutto questo lodava il Signore dicendo: importante che io non sia staccato da Te per sempre!

Che vuoi fare? Sei pronto a mettere la tua mano nella mano di Gesù? Come la suocera di Simon Pietro? Egli è pronto a guarirti, ma c’è pure il rischio di perdere quello che hai, ma in realtà tutto questo è nulla per quanto riguarda l’eternità. Essere felice in questa vita non è uguale ad essere felice, salvo, nella vita futura. Lo sai?