• on agosto 2, 2018

2001 – Appunti su “La carità coniugale”

LA CARITA’ CONIUGALE:

Spunti di riflessione

“Vivere la carità costituisce la vocazione di ogni cristiano. Risponde anche all’aspirazione di fondo del cuore umano: amare ed essere amato. E questo non solo con le semplici forze umane, ma con la stessa forza di Dio…Tuttavia, il dono della carità, come ogni altro dono di Dio, non lascia inerte la persona, non la rende passiva o consumatrice. La coinvolge nella sua libertà responsabile e la chiama a cooperare direttamente, rendendola collaboratrice in ordine al portare frutti”.

Sovernigo – V i v e r e l a c a r i t à – E d. EDB

Vivere la carità coniugale, dunque, per noi coniugi impegnati non è qualcosa di marginale o di saltuario, ma rappresenta un impegno ed un cammino, una proposta di vita in pienezza.

Le riflessioni che vogliamo condividere hanno preso spunto dal libro “Sentirsi amati” di Henri J.M. Nouwen – Ed. Queriniana – nel quale l’autore fa una similitudine molto forte tra il pane che Gesù nell’ultima cena prende, benedice, spezza e dona ai suoi discepoli e la nostra vita di cristiani chiamati a diventare pane per il mondo. Queste quattro parole hanno un significato molto importante specialmente nella vita di noi coniugi e ne dovremmo prendere sempre più consapevolezza.

PRESI…. SCELTI.

Come figli di Dio noi siamo presi, siamo scelti da Dio con amore infinito, un amore che esiste da tutta l’eternità e che durerà per tutta l’eternità. Già nell’Antico Testamento si rivela che la scelta di Dio è fatta per amore e non esclude gli altri. “Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli – siete infatti il più piccolo di tutti i popoli – ma perché il Signore vi ama.” Dt. 7, 7 – 8.

La grazia del Signore ci rincorre e ci accompagna sin dalla nostra nascita. Siamo battezzati, cresimati, sposati e per i diaconi permanenti e le loro famiglie c’è la grazia del sacramento dell’ordine.

BENEDETTI

Come figli di Dio noi siamo amati e benedetti. Il Signore in ogni istante della nostra vita ci ricorda che vuole il nostro bene e non ci lascerà mai soli.

Se la realtà del nostro essere benedetti non è soltanto un sentimento, ma una verità, dobbiamo essere capaci di sperimentare questa benedizione attraverso la preghiera e l’ascolto della voce che dice cose buone di noi. Solo così anche noi e le nostre famiglie saremo capaci di benedire gli altri, cioè di far sentire loro il nostro amore.

SPEZZATI

La vita di ogni uomo, come quella di Cristo, è sottoposta a prove a volte dure, tutti sperimentiamo l’essere spezzati. In tali circostanze abbiamo bisogno di sentire la vicinanza di qualcuno che si unisca a noi e sappia essere la “roccia” su cui poggiarsi.

Nel concetto biblico di Alleanza si fa riferimento alla parola “emet”, che significa robustezza, “roccia” o in senso morale la fedeltà su cui possiamo contare.

Quando diciamo che Dio è fedele intendiamo dire che possiamo sempre contare pienamente su di Lui. Egli è la roccia sulla quale ogni cristiano deve costruire la propria vita.

Vivere la carità coniugale nella vita di coppia significa attuare tutto ciò. Il coniuge che soffre si deve sentire sostenuto, deve essere accolto sotto l’ala protettrice dell’altro.

E’ bello ricordare che anche poeti e cantautori mettono in risalto la premura e la sensibilità reciproca dei coniugi: “Ti libererò da ogni malinconia, perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te…” (F. B a t t i a t o).

La presenza silenziosa fatta di cure premurose è il segno dell’amore e alimenta la speranza.

La fedeltà è misurata dal quotidiano e anche se talvolta sembra che l’altro deluda le nostre aspettative, la fedeltà sa attendere, si apre alla speranza. In questo senso la fedeltà è contemporaneamente sicurezza e rischio, stabilità reciproca nell’affetto, ma anche consapevolezza che il rapporto di coppia, irresistibile ma fragile, va vissuto come una comunione da custodire e da alimentare.

DONATI

La nostra più grande realizzazione consiste nel dare noi stessi agli altri. Nel dare diventa chiaro che siamo scelti, benedetti e spezzati non semplicemente per noi stessi, ma per gli altri. Non è tanto importante cosa fare per gli altri, ma chi essere per gli altri.

Il nostro servizio coniugale vissuto non come obbligo, ma come respiro nuovo negli impegni quotidiani ci rende consapevoli di tale realtà: la nostra stessa vita, è un dono da offrire agli altri.

La gioia del donarsi è scoperta più profondamente quando ci confrontiamo con il nostro essere spezzati. Come il pane per essere donato deve essere spezzato, così anche le nostre vite.

Sono numerose le testimonianze di persone che dall’esperienza dell’essere spezzati hanno ricevuto forza e capacità di donarsi.

La coppia e le famiglie che si aprono agli altri sono il segno di un amore che sa guardare lontano.

La carità coniugale ha la sua sorgente in Cristo che con la grazia del sacramento del matrimonio rende l’uomo e la donna capaci di amarsi e di essere dono per gli altri.

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