• on febbraio 1, 2021

Domenica 24-01-2021 SPORCHI MA CHIAMATI DA GESÙ

III Domenica del Tempo ordinario B, Domenica della Parola (24 gennaio 2021)

SPORCHI MA CHIAMATI DA GESU’

            Raduniamoci nel giorno solenne nel quale la Chiesa celebra la Domenica della Parola di Dio. Ancora una volta riceviamo un invito concreto a riscoprire la bellezza e la necessità della mensa della Parola nella vita cristiana.
Non soltanto la mensa eucaristica, ma anche quella della Parola.
Subito andiamo al testo sacro, accogliendo il racconto del Vangelo. San Marco ci porta sulla riva del mare di Galilea: ogni volta che un ebreo guardava le acque del mare gli veniva alla mente il diluvio, che colpì il mondo a causa delle iniquità ai tempi di Noè. Quell’evento era impresso nella loro mente. Noi oggi ci comportiamo allo stesso modo; basti pensare a Napoli nel novembre del 1980 e subito viene alla mente il grande terremoto che colpì la città. Le acque profonde, nella tradizione biblica, sono anche il simbolo del pericolo, delle realtà tenebrose. Questo fatto ci permette di pensare che Gesù, chiamando i primi discepoli, non tanto vuole separarli dalla pesca, ma piuttosto dal pericolo del peccato, dalle realtà tenebrose della loro vita.
La conversione dei Niniviti li salvò dalla sciagura che Dio aveva già deciso di mandare alla città priva di morale. Chi di noi non ricorda delle foto spaventose dei cittadini di New Orleans che uscivano dal fango dopo il passaggio dell’uragano Catrina? Forse così si presentava Giona quando è stato vomitato dalla balena, tutto sporco. Forse gli Apostoli erano anch’essi infangati quando Gesù li ha incontrati alla riva del mare. Non c’è alcun peccatore che diventa apostolo se non attraverso la conversione. Non è il merito che porta la grazia, ma la grazia conduce al merito.
Il profeta ribelle, nonostante la sua peccaminosità, diventa la figura di Cristo a tal punto che Cristo stesso si definirà “il segno di Giona”. Gesù non si scandalizza della nostra sporcizia interiore. San Girolamo diceva che “il Signore ha scelto come apostoli delle persone caricate dai peccati più gravi”. Questo è veramente il mistero della sua misericordia.
Andrea e Simone hanno lasciato le reti in cui probabilmente erano loro stessi impigliati. Che cosa può simboleggiare la rete se non uno strumento della schiavitù del peccato? Convertendosi rapidamente, hanno convertito gli altri.
Vedete cari fratelli e sorelle, questa storia può essere anche nostra, mia e tua. Guarda, in che cosa sei impigliato? Da quali reti sei bloccato? Non si tratta delle reti dei cellulari, ma forse delle reti di schiavitù emotiva, reti di corruzione, reti di relazioni abusive, reti di adulterio, reti di qualche dipendenza (alcool, droga, pornografia, gioco, superstizione), reti di gelosia o avidità, bugie o ambizione orgogliosa, paura o dubbio, disperazione o fallimenti e disgrazie ricorrenti. Le peggiori e le più dolorose sono le reti del tradimento. “Tu dagli occhi così puri che non puoi vedere il male e non puoi guardare l’oppressione, perché, vedendo i perfidi, taci, mentre il malvagio ingoia chi è più giusto di lui? Tu tratti gli uomini come pesci del mare, come animali che strisciano e non hanno padrone. Egli li prende tutti all’amo, li pesca a strascico, li raccoglie nella rete, e contento ne gode”. (Ha 1, 13-15).
In questo giorno solenne, Gesù ti sta invitando a liberarti da tali reti. Basta una buona confessione, basta trovare una guida che Dio stesso ha ripescato dall’abisso per poter pescare gli altri per il regno di Dio. Nessun essere umano ha la forza di staccarsi e liberarsi dalle reti del male che lo legano, in cui è rimasto intrappolato. Sentendosi un cacciatore, non si rende conto di essere anche una vittima. Probabilmente Simone e Andrea sarebbero ancora seduti in riva del mare, se non fossero stati chiamati fortemente da Gesù. È stato Gesù, che li ha liberati dalla schiavitù delle reti. E solo Lui può attraverso la Parola di Dio e il suo perdono, liberarci dalle realtà tenebrose. Dai a Dio la possibilità di parlarti, prendi la tua Bibbia, quando sarai a casa e aprila. La rete della parola di Dio può tirarti fuori dalle profondità più oscure della disperazione…