• on gennaio 23, 2021

domenica 17-01-2021 LA PAROLA PUÒ SVEGLIARCI DAL SONNO

LA PAROLA PUÒ SVEGLIARCI DAL SONNO (17 GENNAIO 2021)

La prima lettura di oggi, ci presenta Samuele che riceve la Parola di Dio. Strana ricezione la sua, perché inizialmente si rivolge verso l’uomo, non la capisce bene, non la capisce subito. Samuele si alza e va da Eli. Samuele non conosce ancora bene il Signore, perciò, vuole condividere la su esperienza con altre persone. Così inizia la sua storia:  la storia di un profeta, che attraverso le tenebre inizia il suo cammino, essendo il servo dell’apparentemente indifferente sommo sacerdote Eli. Samuele non conosce il mondo e quello che offre il mondo. Dorme in tempio, quindi trascorre anche i suoi momenti di oscurità con Dio. Gli basta il Signore.

Può sembrare strano quello che dico, ma voglio ribadire che Dio parla anche nell’oscurità  può e vuole svegliarci dalla notte. Parla anche nelle tenebre, che non teme, come non teme la solitudine dei suoi eletti. L’autore del libro della Genesi ha scritto: “quando, tramontato il sole, si era fatto buio fitto, ecco un forno fumante e una fiaccola ardente passarono in mezzo agli animali divisi. in quel giorno il signore concluse questa alleanza con Abram” (Genesi 15, 17 – 18). Notate che il patto con Abram fu compiuto in un’oscurità impenetrabile. La solitudine del patriarca riempiva la presenza di Dio. Quando aumenta la solitudine, aumentano anche le possibilità di entrare nel mistero di Dio. Ma Dio, come ci dice la Parola, ci sveglia anche dalla notte, perché odia il peccato e l’iniquità. San Paolo quando si rivolgeva alla chiesa di Roma diceva: “la notte è avanzata, il giorno è vicino, gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce! ” (Romani 13, 12).

L’altra cosa interessante è  che Dio sta parlando a qualcuno umile e piccolo, parla anche nell’oscurità a Samuele. Quindi non preoccuparti del fatto che al livello spirituale hai poca importanza per gli altri, o per te stesso, o per te stessa e che sei un piccolo uomo, una piccola donna. Dio vuole parlare al piccolo Samuele, non al grande e famoso sacerdote Eli. Questo significa che anche tu durante “la notte” puoi ricevere la chiamata. Forse ti spaventerà? Svegliandoti, vedrai le oscurità e magari ascolterai attentamente i passi dietro la porta, pensando che ci fosse qualcuno, una illusione? Si tratta invece della presenza misteriosa di Dio, che si manifesta e si fa vicino. Ma in realtà, puoi anche sentire la voce del Signore per strada o in un ristorante, al lavoro o al momento della prova più difficile, quando tutti ti hanno lasciato, sicuramente la sentirai in chiesa quando scoprirai la bellezza del silenzio, anche quando tutte le luci o le candele sono spente.

Nel vangelo di oggi abbiamo visto, che, i discepoli di Giovanni hanno seguito Gesù, seguendo il solito percorso che per loro non è mai finito ed è diventato un percorso di esperienze straordinarie, anche non capendo tutto. Puoi persino sentire la voce di Dio mentre l’oscurità dei tuoi peccati copre la luce della speranza, e guardi la tua vita come se fosse un grigio vicoletto, uno dei tanti della nostra città. Puoi sforzarti e seguire veramente Gesù, perché molti fingono di seguirlo, e pochi lo fanno veramente; seguendo Gesù, dobbiamo desiderare di conoscere la persona, sperimentare il suo amore, non avviciniamoci a lui solo per seguire qualche tradizione o soddisfare gli altri.

Samuele serviva il Signore, vicino ad un sacerdote pio. Un uomo santo sarà sempre felice dello sviluppo della vita interiore degli altri; l’ultima frase della prima lettura dice che Dio non ha permesso che anche una sola parola pronunciata da Samuele cadesse a terra. Non ha gettato le parole al vento – diremmo in linguaggio moderno. Tutto ciò che Samuele diceva, spingeva gli altri ad amare Dio. Nessuna parola è stata sprecata, perché lui accoglieva ogni parola di Dio come un risveglio.

Un giorno Gesù chiese ai suoi discepoli: “che cosa state cercando?” questa era una domanda importante che spingeva i discepoli a riflettere sul loro destino. Essi hanno detto: dove dimori? Gesù ha risposto: venite e vedrete…! Tu invece? Cosa stai cercando? Dimorare con Gesù significa portare costantemente avanti la propria vita, uscire costantemente dall’oscurità, svegliarsi dall’incubo del peccato, essere pronti a lasciare il conforto del proprio sonno, solo per seguire la Sua voce e il Suo esempio. Soltanto seguendo Gesù, capirai veramente cosa significa dimorare in Dio. Questa conoscenza può iniziare attraverso le tenebre. Forza! Svegliati e dici: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».