• on settembre 10, 2020

Venezia77: nono giorno di gara con “Nuevo orden” e “And Tomorrow the entire World”. In Orizzonti c’è “Nowhere Special” di Uberto Pasolini

Ultimi giorni di proiezioni alla 77ª Mostra del Cinema della Biennale di Venezia, in attesa della consegna del Leone d’oro sabato 12 settembre. In gara nella giornata odierna c’è anzitutto il messicano “Nuevo orden” di Michel Franco, potente e duro atto d’accusa verso la società contemporanea, sempre più avvitata tra disparità e discriminazioni sociali. Dalla Germania poi arriva “And Tomorrow the entire World” di Julia von Heinz, altro scossone sulle possibili derive della società tedesca attuale, ancora troppo sensibile alla seduzione di forze antisistema, ai richiami nazisti. Corre invece per un premio nella sezione Orizzonti il film “Nowhere Special” di Uberto Pasolini, struggente e poetico racconto del rapporto padre-figlio minato dallo spettro della morte. Da una storia vera. Il punto dal Lido con la Commissione nazionale valutazione film (Cnvf) e l’agenzia Sir.

“Nuevo orden”

Lo presenta come un film distopico, su un possibile oscuro futuro, neanche troppo lontano. È quanto rimarca Michel Franco, regista e produttore messicano classe 1979, che a Venezia presenta “Nuevo orden”. Il film metta a tema le disparità sociali ricorrenti, il sempre più profondo divario tra pochi, pochissimi, ricchi e numerosi poveri ammassati nelle periferie. “Nuevo orden” racconta lo scoppiare di una scintilla, la sommossa popolare che porta a un colpo di Stato in cui l’esercito fa la parte del leone. Due le prospettive nella storia: da un lato la borghese Marianne, rapita il giorno del suo matrimonio e finita in una caserma lager; dall’altro, uno dei domestici, Christian, che osserva impotente i moti tumultuosi, rischiando di esserne travolto.
“Il regista Michel Franco – dichiara Massimo Giraldi, presidente della Cnvf e membro della giuria cattolica internazionale SIGNIS – guarda alla storia rappresentata come a un continuo intersecarsi di realtà e metafora. È tutto vero il clima di odio che si respira alle nozze di Marianne, ma sono anche simbolici i rimandi del racconto alle profonde disparità sociali che minano la democrazia messicana. Lo stile è vigoro e il ritmo serrato, confermano che esiste un cinema messicano di denuncia e insieme di grandi capacità espressive”.
“Di violenza ce n’è tanta, ma mai gratuita o fuori contesto – precisa Sergio Perugini, segretario della Cnvf e membro della giuria SIGNIS al Lido – Franco si serve di una narrazione realista e non poco cruda per rimarcare il suo monito alla società messicana e globale tutta. Ci regala, infatti, una potente e intensa suggestione, nella forma dell’incubo, sul nostro presente prossimo, se non riusciamo a invertire la rotta sotto il profilo economico-sociale; un domani pronto a tingersi di nero e di violenza, se non viene disinnescata quella cultura dello scarto esasperata e selvaggia. La regia ci accompagna in questa notte fosca con grande controllo e incisività, muovendosi su una sceneggiatura che tiene bene il passo con le immagini, non rivelando mai incertezze o cali di tensione. Un film che sconvolge, disorienta, ma da cogliere nella prospettiva del presagio, come un campanello d’allarme da suonare prima che la notte si faccia buia del tutto”. Dal punto di vista pastorale il film “Nuevo orden” è complesso, problematico e adatto per dibattiti per il solo pubblico adulto, data la presenza di numerose scene violente.

“And Tomorrow the Entire World”

Sulla stessa linea del film di Michel Franco si muove “And Tomorrow the entire World”, proposta della regista Julia von Heinz, tra le promesse del cinema tedesco contemporaneo. A Venezia77 ci mostra uno spaccato della Germania di oggi, le giovani generazioni in lotta per frenare l’avanzata di rigurgiti nazifascisti, di simpatie con idee estremiste e discriminatorie. Protagonista è la ventenne Luisa, che aderisce a un movimento antinazista e nel mentre vive le pulsioni di una giovane che si affaccia alla vita adulta, amore in testa.
“I fatti presentati fanno certamente parte della realtà tedesca attuale – indica Massimo Giraldi – La regista fotografa questo scontro sociale sempre più marcato, tra chi vuole tutelare i valori democratici e chi restaurare forme autoritarie. Nel contempo la narrazione esplora il senso della protesta, prendendone in esame anche forme e limiti. Seppur valido nelle intenzioni, il film resta bloccato su un binario piatto e poco incisivo. Procedendo nel racconto l’autrice non sembra trovare alcuna risposta ai quesiti posti e si abbandona a una incertezza che risulta insoddisfacente”. Dal punto di vista pastorale il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

“Nowhere Special”

Era dal 2013 che non girava un film Uberto Pasolini, dal suo bellissimo “Still Life”, con cui ha vinto la miglior regia nella sezione Orizzonti alla Mostra del Cinema della Biennale di Venezia. Quest’anno ritorna al Lido, nella medesima sezione, con una proposta altrettanto convincente e poetica, “Nowhere Special”, la storia vera di un padre trentenne, John (James Norton) che saputo di avere poco tempo da vivere fa di tutto per trovare una famiglia “perfetta” per il figlio Michael di appena quattro anni.
“Uberto Pasolini si conferma un grande narratore di periferie e di sentimenti – afferma Sergio Perugini – Come in ‘Still Life’, in questo nuovo film ci racconta una storia piccola, ma di grande pathos e raffinatezza. Non entra nel dramma del giovane padre cercando il ricatto emotivo nello spettatore, bensì si sofferma a tratteggiare la tempesta di emozioni che esplodono nel cuore dell’uomo e nel contempo tutta la sua resilienza come padre, attento e premuroso nei confronti di quel figlio da cui si deve separare. ‘Nowhere Special’ ha una pulizia visiva notevole, molto composto nella gestione delle emozioni e capace di toccare tutte le corde umane in campo. Pasolini e Norton sono entrambi da premio! Film struggente, che scalda di accese emozioni”.
“Nonostante la cornice sia tragica – puntualizza Eliana Ariola, membro della giuria Signis a Venezia77 – il film di Uberto Pasolini percorre il sentiero della speranza. Si parla molto di morte, ma l’orizzonte è il domani che resta, la vita che continua. Ecco perché le sfumature del film sono profondamente educative e dalle non poche ricadute pastorali, come del resto lo era ‘Still Life’”. Il film “Nowhere Special” è da valutare come consigliabile, poetico e adatto per dibattiti.