• on gennaio 1, 2022

Una porta di luce

Si è appena chiuso il 2021, anno che ha conosciuto difficoltà in cui ancora stiamo annaspando e da cui stiamo tentando, personalmente e comunitariamente, di tirarci fuori, di ritrovare un ritmo di vita normale: quello a cui eravamo abituati e che lasciavamo scorrere forse con troppa indifferenza e superficialità.

Si è appena aperto il 2022, che cosa dovremo affrontare, quali emergenze?

Se questo è il nostro stato d’animo, ogni cosa, ogni evento, ci parrà se non proprio insuperabile almeno quanto mai arduo o drammatico.
Il credente entra nel nuovo anno non da solo ma accompagnato dalla Madre di Dio.
In tempi pure difficili, nel 1849, John Newman, proclamò in un sermone una verità che oggi, più che mai, ci appartiene e può saldarsi con la nostra esistenza:

una porta di luce doveva essere aperta in mezzo alle tenebre.

Egli, l’Emmanuele, il Salvatore, sarebbe venuto, Egli la luce, Egli la porta, poteva e può, tutt’oggi, sconfiggere le tenebre e trapassarle.
Fu però una donna che lo concepì e lo partorì: Mirjam di Nazareth, la Madre di Dio.
Il primo giorno di quest’anno 2022 infatti a Lei viene dedicato, sottolinea ancora John Newman:

le glorie di Maria sono a causa di Gesù… lodiamo e benediciamo Maria come la prima fra le creature per poter a ragione proclamare Lui nostro unico Creatore.

Se Mirjam ha avuto “la missione di proteggere l’incarnazione”, questa protezione attraversa e fora i secoli, si estende e si dilata su tutti noi perché

Era come un albero elegante, che stende i propri rami carichi di frutti e di foglie fragranti e la propria ombra sulla terra dei santi.

Noi che santi non siamo ancora ma vogliamo diventarlo e lo desideriamo, possiamo godere di quest’ombra, lasciarcene avvolgere ed affrontare ogni quotidiano problema con un grido

O preludio del giorno! O speranza del pellegrino: guidaci ancora come finora ci hai guidato; nella notte oscura, attraverso lo squallore del deserto, guidaci verso Gesù nostro Signore, mostraci la strada di casa.

Possiamo scandire le nostre giornate, darvi un impulso che supera i confini e i limiti del nostro stesso esistere e proiettarsi, da noi finiti, all’Infinito che tutti raggiunge.
Fare nostra l’invocazione di John Newman può renderci arditi e sicuri che ogni nostro passo sia custodito e non precipiti nel baratro.
Il pellegrino però deve tendere l’udito, deve ascoltare, “Ascolta Israele” ha detto il Signore Gesù è il primo comandamento:

Maria silenziosa,
che tutto immaginasti
senza parlare,
oltre ogni visione umana,
aiutami ad entrare
nel mistero di Cristo
lentamente e profondamente,
come un pellegrino arso di sete
entra in una caverna buia
alla cui fine oda un lieve correr d’acqua.

L’istinto porterebbe allora immediatamente a dissetarsi, a fare cavo con le mani e far scendere l’acqua, tanto desiderata, nella gola riarsa.
Lo sguardo invece che cerca il Signore si muove diversamente:

Fa’ che prima di tutto m’inginocchi
ad adorare,
fa’ che poi tasti la roccia fiducioso,
e m’inoltri sereno nel mistero.
Fa’ infine ch’io mi disseti
all’acqua della Parola
in silenzio
come Te.

Sola condizione perché la Parola possa inondare e rendere fecondo l’esistere e donargli una dimensione nuova, quella che il Creatore aveva pensato e desiderava donare:

Forse allora, Maria,
il segreto del Figlio Crocifisso
mi si rivelerà
nella sua immensità senza confini
e cadranno immagini e parole
per fare spazio solo all’infinito.

La Porta di Luce ci viene spalancata dalla Madre di Dio, se a Lei guardiamo e ci affidiamo, tutto il nostro 2022 sarà inondato di Luce splendente che si irradierà su tutta l’umanità, su tutta la Chiesa e il cosmo intero.