• on febbraio 10, 2022

“Tutelato” o “libero mercato”, argine debole al caro-energia

Costo fisso almeno per uno o due anni? O variabile con adeguamento trimestrale ai costi di mercato rilevati da un soggetto indipendente? Sembrano i mutui e invece sono le bollette di gas e luce. L’emergenza di questi mesi da una parte spaventa, dall’altra obbliga a guardare più da vicino l’offerta di energia che sta cambiando. Consumatori e imprese sono a un bivio. La scelta, non facile, è fra “mercato a maggior tutela” o “libero mercato”.
Cosa significa? Nel primo le condizioni di prezzo si adeguano automaticamente in base alle rilevazione effettuate da Arera (Autorità Regolamentazione Energia Reti e Ambiente, Authority istituita per legge) che, senza colpa, può presentare un conto amaro. A inizio gennaio sono scattati aumenti del 51% della bolletta elettrica e del 42% per il gas. Se la tensione sui prezzi delle materie prime dovesse placarsi Arera potrebbe comunicare ribassi.
Dall’altra invece il “libero mercato” che, con i prezzi esposti in un comparatore della stessa Arera, permette ai cittadini e alle imprese (soprattutto le medio-piccole perchè le grandi trattano da sole) di posizionarsi sulle migliori offerte. La concorrenza sembra esserci, visto che le aziende fornitrici sono centinaia con migliaia di tipologie d’offerta. Istituti di ricerca (Iea, Acer) hanno stimato vantaggi significativi in questi anni, i fornitori hanno investito e innovato per presentare prezzi competitivi. Possono svilupparsi meccanismi di comunità energetica locale.
Conviene imparare a muoversi nel sito di Arera (www.arera.it) perchè fra non molto, nonostante i progressivi slittamenti fino al gennaio 2024, il “libero mercato” diventerà la normalità. Potrete trovare, oltre al portale delle offerte, molte altre informazioni per gestire al meglio il capitolo energia. Già ora il “libero mercato” è prevalente.
Piace l’idea di avere un prezzo fisso per un periodo predefinito che, per le aziende, vuol dire programmare uno dei costi base della produzione. Nell’ultimo rapporto Arera, riferito all’elettricità, il 59,7% delle famiglie e il 70,4% delle imprese aveva optato per quel tipo di contratto. Preferenza confermata anche nel mercato del gas per uso domestico. Sicuramente ha spinto molto il marketing selvaggio di questi anni che si sta placando a suon di sanzioni e maggiore efficienza del Registro delle opposizioni.
Per essere vero, un mercato deve avere più soggetti concorrenti, prezzi esposti e meccanismi chiari. Necessita di un regolatore senza conflitti di interesse. Arera presenta carte in regola, l’efficacia si misurerà quando il prezzo tutelato uscirà di scena.
Per ora tutta Europa è sotto la pressione dei maxi-aumenti che partono dalla Russia, Norvegia, dalle condizioni meteo e dal maggior costo dei certificati di emissione di Co2. Cerca di ridurre la dipendenza rispolverando perfino il nucleare. In questa fase “Tutelato” e “libero” non possono aiutare più di tanto.