• on ottobre 30, 2020

Trump: il presidente criticato che ha cambiato il Paese?

Il 95% dei repubblicani approva l’operato del presidente Trump. L’ultima ricerca del centro di analisi sociale Gallup assegna una percentuale bulgara. si direbbe, al candidato repubblicano alla Presidenza. E per quanto Trump venga giudicato controverso, divisivo, narcisista non manca di mietere sostenitori e di rafforzare una base fedele. Il Coronavirus, negli ultimi giorni di Presidenza, ce lo sta consegnando come irresponsabile, negazionista, superficiale, ostinatamente contro i dati scientifici, eppure neanche gli oltre 8 milioni di contagi e i 230mila morti sono riusciti a scalfire il suo zoccolo duro.

Si può detestarlo o adorarlo, criticarlo e sostenerlo, ma in quella che gli americani chiamano la to do list – la lista delle cose da fare -, su molte voci Trump può mettere una spunta perché in questi quattro anni di mandato oltre i tweet e la retorica incendiaria, ci sono state decisioni e azioni che hanno cambiato il Paese, anche in meglio.

Pur in mezzo alle polemiche con la nomina di Amy Coney Barrett, Trump ha installato 3 giudici alla Corte suprema e, durante il suo mandato, sono stati nominati 200 giudici federali, il 25% dei tribunali Usa che continueranno a plasmare il sistema giudiziario del Paese. Il presidente ha ridotto l’aliquota sulle aziende dal 35% al 21%, aggiungendo tagli delle tasse che hanno portato benefici temporanei alle famglie. Prima dello scoppio della pandemia in febbraio, la disoccupazione era ai minimi storici; con un numero di posti di lavoro disponibili superiore ai disoccupati. I salari poi hanno cominciato a crescere e in maniera parecchio rapida, al punto che il 57% degli americani ha dichiarato di star meglio da quando Trump è entrato in carica. Il candidato repubblicano alla Presidenza ha siglato la riforma del sistema di giustizia penale, approvata con schiacciante sostegno bipartisan. Attraverso il First Step Act si è ridotta l’incarcerazione di massa, riducendo anzitutto le pene obbligatorie per droga e si è ampliato il programma di riabilitazione. Ha poi vietato l’incatenamento per le donne incinte e l’isolamento per i minori, imponendo che i detenuti non siano ospitati in prigioni distanti più di 500 miglia dai loro cari. L’altra faccia della medaglia è che il Dipartimento di giustizia ha riaperto le condanne a morte dopo 17 anni.

Ancora sul fronte interno ha introdotto la Protect Life Rule, una norma che proibisce ai fondi per la pianificazione familiare del titolo X di andare a qualsiasi clinica che esegue aborti Questa è una grande vittoria a favore della vita e un motivo per cui i conservatori cristiani continuano a sostenerlo. E sempre sul piano dell’appoggio dei leader religiosi anche il supporto all’obiezione di coscienza e la difesa della libertà religiosa hanno avuto un peso notevole.

Sul fronte della politica estera, Trump ha dato un colpo mortale al califfato dell’Isis, uccidendone il leader Abu Bakr al-Baghdadi. Ha costretto gli alleati della Nato ad aumentare la spesa per la difesa di 130 miliardi di dollari e circa il doppio di loro sta rispettando l’impegno a spendere il 2% del prodotto interno lordo per la difesa. Ha supportato le proteste del popolo di Hong Kong scatenando le ire della Cina e ha avanzato la causa israeliana spostando l’ambasciata americana a Gerusalemme da Tel Aviv e nonostante le proteste, con il suo stile anti-convenzionale, ha provato ha sbloccare una situazione statica sui negoziati. Il suo stile ha fatto breccia anche nei rapporti con la Corea del Nord e ha convinto Canada e Messico a siglare un accordo differente dal Nafta. Trump ha firmato la nascita dello Space Force, una filiera della Air force americana che proteggerà le risorse militari statunitensi nello spazio.

C’è un aspetto di quella che passerà alla storia come l’era Trump imprevisto anche dai suoi delatori e cioè l’aver unificato la società civile attorno a temi radicati nella storia sofferta degli Usa, come l’ingiustizia razziale, la separazione dei bambini dai genitori al confine, le molestie denunciate dal movimento Me too, la protezione dell’ambiente, l’esercizio del voto che sta sorprendendo il Paese per le lunghe file di attesa ai seggi con oltre 74 milioni di elettori che ha già votato per posta.