• on aprile 3, 2021

Sabato Santo: il giorno della Sindone. Su Tv2000 la preghiera guidata da mons. Nosiglia

Questa volta i pellegrini non si potranno contare a milioni: oggi nel duomo di Torino ci saranno poche decine di persone. Le autorità della città e della Regione, e i ragazzi che preparano il cammino di Taizé. Ma i milioni di persone ci saranno, come nel 2020, di fronte ai televisori e agli schermi dei computer di tutto il mondo. La preghiera del Sabato Santo guidata dall’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, Custode pontificio della Sindone, andrà infatti in diretta su Tv2000 alle 17.

Il segnale sarà ripreso dal Centro Televisivo Vaticano e rimbalzato in tutto il pianeta. In America sarà il network Ewtn a proporlo ai cattolici degli Stati Uniti (e non solo a loro: nel mondo protestante anglosassone lo “Shroud of Turin” è ben conosciuto e si propone ovunque come un confronto continuo con l’immagine di Cristo nelle coscienze di ogni persona. Questo è il vero “mistero” della Sindone, ben più che il dibattito e le polemiche del mondo scientifico…). Anche sui social della Sindone (sito, Facebook, Instagram) sarà possibile seguire la diretta, a partire dalle 16.30.
Mons. Nosiglia ha deciso di proporre nuovamente un momento forte di contemplazione convocando di fronte alla Sindone un “popolo” che continua a patire i disagi del distanziamento, le paure del contagio e anche, nell’area torinese, le forti preoccupazioni per una situazione economica sempre più compromessa, che potrebbe aprire a una crisi, anche sociale, difficile da gestire. La preghiera di fronte alla Sindone è un modo per “sentirsi uniti”, riscoprire insieme quel valore di solidarietà, di “fratellanza” che da quell’immagine.

Una seconda ragione riguarda la vita di fede. Il Sabato Santo è veramente “il giorno della Sindone”: la Chiesa fa memoria del Cristo morto, e attende l’annuncio della Pasqua guardando a quel corpo martoriato, con la certezza che la luce tornerà “il terzo giorno” nel mondo. Anche per questo è stata scelta, come guida per la liturgia, l’antica preghiera orientale “L’ora della Madre”, che guarda al Sabato Santo dal punto di vista di Maria, che anche di fronte alla morte del Figlio trova le ragioni di un amore che supera anche la morte. “Il tuo amore è per sempre” è infatti il motto di questa preghiera straordinaria.Una terza ragione coinvolge i giovani. L’Incontro europeo dei giovani di Taizé avrebbe dovuto svolgersi a Torino nel dicembre 2020 ma venne rinviato per la pandemia; ora si spera di poterlo celebrare nel 2021, ma nel frattempo i ragazzi della Pastorale giovanile torinese hanno proseguito un cammino di preparazione a distanza, con i Frères, le parrocchie e le istituzioni torinesi. La contemplazione della Sindone fa parte di questo cammino, anche perché  se i giovani d’Europa verranno a Torino a dicembre 2021, anche a loro verrà offerta l’opportunità di venire a vedere e pregare di fronte al Telo.Così, a fianco dell’arcivescovo nella liturgia di sabato, ci saranno alcuni giovani a leggere le intenzioni; e ci sarà un rappresentante dei lavoratori della Embraco, la fabbrica che è diventata un simbolo dei disastri che la speculazione internazionale può provocare, lasciando “a terra” centinaia di persone e di famiglie. La Contemplazione sarà un percorso di avvicinamento alla Sindone anche attraverso una serie di testimonianze e meditazioni che partono dai segni impressi sul Telo: la corona di spine, i segni dei chiodi, delle ferite al costato e alle spalle, il Volto. Ad accompagnare gli ascoltatori ci saranno biblisti come mons. Ghiberti, uno studioso della Sindone (il prof. Bruno Barberis), un medico (Ferdinando Garetto), una educatrice (Piera Gioda, dalla Ong Cisv di Torino) e due “animatori della carità” come Ernesto Olivero, fondatore del Sermig, e Daniela Sironi, responsabile della Comunità di S. Egidio in Piemonte.
Anche se fatta “non in presenza”, questa Contemplazione della Sindone si propone, nelle intenzioni del Custode Nosiglia, come una offerta di “riconciliazione” a tutto il mondo: oltre la paura del contagio, e nel nome invece della speranza e della solidarietà.