• on Giugno 1, 2022

Roma: Casa Wanda, un centro diurno dove si cura il buio dell’Alzheimer

In Italia sono un milione e 400 mila le persone che soffrono di demenza, di cui 38.000 nel Lazio. Tra questi il 45% è affetto dalla forma più nota e grave: l’Alzheimer. L’incidenza è in costante aumento e, purtroppo, non coinvolge soltanto gli anziani. Per affrontare e curare la malattia la conoscenza è fondamentale, non solo per le persone ammalate ed i loro familiari, ma per tutta la comunità che deve farsi carico nel suo insieme di queste problematiche. Lo sanno bene a Casa Wanda, centro di sollievo per malati di Alzheimer situato nel cuore di Villa Glori a Roma, presso il complesso dell’ex Colonia Marchiafava, e ristrutturato grazie alla donazione della Fondazione Wanda, da sempre impegnata ad aiutare e assistere anziani fragili e soli. Promossa dalla Caritas di Roma e finanziata con i fondi 8xmille, la struttura accoglie gratuitamente fino a 20 persone al giorno. Qui gli ospiti si ritrovano in un luogo accogliente e stimolante, insieme con i propri familiari. Ambienti interni sicuri e spazi esterni progettati con cura favoriscono una corretta stimolazione mentale e fisica grazie anche a laboratori e attività creative coordinati da personale specializzato.
“Casa Wanda – spiega il responsabile Salvatore Grammatico – si è affermata come centro dedicato ai malati di Alzheimer gravi. Con la nostra equipe di professionisti offriamo ascolto e supporto psicologico a chi presenta un declino cognitivo, ai loro familiari e ai caregivers. Ci preoccupiamo, tramite diverse tecniche, di stimolare la memoria del corpo per far riaffiorare il potenziale dell’essere umano in qualunque condizione, anche di disagio estremo.”
È di fondamentale importanza sostenere non solo il malato ma anche i familiari, disorientati, soprattutto nella fase iniziale, dall’infausta diagnosi. Per loro è attivo uno sportello di supporto psicologico per orientarli nella migliore gestione del malato.
“Accettare che i propri cari si aggravino fino a smettere di riconoscere i propri familiari – aggiunge Grammatico – non è facile; bisogna capire che si smette di comunicare con le parole. Qui le famiglie sanno di poter trovare un aiuto concreto per elaborare il lutto dell’Alzheimer e accettare che il proprio caro non è più la persona di una volta. Cerchiamo di fare la differenza e di strappare un sorriso, un momento di gioia ai nostri ospiti che, alla fine, diventano parte della tua famiglia”.
In cinque anni, grazie al prezioso contributo dell’8xmille alla Chiesa cattolica, il centro romano ha fatto la differenza per tanti. Sono state accolte più di 60 persone, con percorsi di recupero personalizzati, e sono stati garantiti 300 giorni di apertura all’anno, 750 consulenze medico-geriatriche, osteopatiche e psicologiche, 528 ore annue di laboratori di musico-danza terapia, arte terapia, stimolazione cognitiva, eventi speciali. Numeri di grande rilievo per una struttura che è diventata, rapidamente, un importante punto di riferimento per i malati della Capitale dove le famiglie degli anziani soli o colpiti dal morbo ricevono un aiuto prezioso nell’assistenza quotidiana.
Anche durante la fase più acuta della pandemia il centro non si è mai fermato ed ha continuato a garantire un’assistenza da remoto attraverso le ‘pillole’, video monotematici realizzati dagli specialisti della Casa, condivisi quotidianamente tramite chat costituite su WhatsApp. Un modo per continuare ad essere vicini, attraverso piccole attività da svolgere a casa per continuare a stimolare i pazienti e sostenere le famiglie nella gestione quotidiana.

Fondi 8xmille Chiesa cattolica I numeri del progetto
200.000 euro (triennio 2017-2020)  

Aperta dal 2017

300 giorni di apertura all’anno

 

60 persone accolte
6 professionisti dell’equipe medica
750 consulenze mediche all’anno
528 ore di laboratori ogni anno

 

48 ore all’anno per incontri di sostegno alle famiglie