• on dicembre 9, 2021

Professione perpetua per 18 suore. Card. Montenegro: “Una povertà innamorata”

“In un mondo così difficile, come ci possono aiutare i racconti biblici che parlano di cielo e bellezza? E per rispondere la Chiesa oggi dice a tutti di guardare a Maria, la piccola e semplice donna di Nazareth che è riflesso di Dio e bellezza di ogni bellezza. Una bellezza di una luce che non abbaglia, ma attrae. Maria è come uno specchio con due facce: una che riflette Dio, il suo amore, la sua tenerezza, la sua misericordia e e nell’altra vediamo riflessi noi, che come lei abbiamo ricevuto il seme di vita eterna”. Lo ha detto ieri nella basilica di San Giuseppe al Trionfale a Roma il card. Francesco Montenegro, membro della Congregazione delle cause dei santi e del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, nel corso della celebrazione della professione perpetua di 18 suore appartenenti all’ordine delle Missionarie della carità. Le suore, provenienti da ogni parte del mondo, sono giunte a Roma per la celebrazione e detto il loro “Sì” sono ripartite verso le “periferie del mondo”. Quelle periferie tanto care a Santa Madre Teresa di Calcutta, fondatrice delle Missionarie della carità.

(Foto Sir)

Ungere di bellezza il mondo. “Dio ci ha creati belli, felici, però il creato ha rovinato tutto. L’uomo ha alzato un muro, ma in quel muro è rimasta una crepa da cui passa la luce. In questa crepa – ha detto il card. Montenegro ricordato la festa dell’Immacolata concezione, celebrata proprio ieri – c’è Maria e attraverso Lei c’è vita, c’è un invito alla bellezza e alla gioia. Maria è l’opera d’arte più bella, la più straordinaria pennellata di colore data da Dio a un mondo che sembra preferire il grigio”.

“C’è tanta gente che sporca il mondo. A voi – ha detto il cardinale alle 18 suore – oggi la Chiesa chiede di dipingerlo con bellezza e questo è un aspetto della vostra chiamata. Ungere di bellezza il mondo significa colorarlo di amore: Però questo lo può fare solo chi ha un cuore grande, perché solo da cuori grandi nascono grandi azioni.

Madre Teresa ce lo ha fatto vedere con le sue parole, ma soprattutto con i suoi gesti. Ricordiamoci che la bellezza bisogna amarla e volerla. Chi la ama porta amore, giustizia rispetto, mette gioia nel cuore di chi incontra, regala coraggio, regala gusto per la vita e fa sognare il futuro”.



Il cielo non poi così lontano. Per il card. Montenegro, però, la bellezza va portata soprattutto dove “non c’è gioia di vivere, dove c’è mediocrità, dove trionfa il brutto e dove si vive in modo vuoto e abitudinario. In questo senso Madre Teresa è stata un esempio di bellezza”. Una bellezza che “non segue i canoni umani, ma che viene dagli occhi. E se una creatura riesce a trasmettere questo vuol dire che il cielo non poi così lontano”. “Voi sorelle oggi accettate questa sfida – ha affermato il card. Montenegro -.

Scommettete le vostra vita su Cristo e inserite in questa cornice di bellezza il vostro ‘eccomi’. La cornice è quella che la Chiesa vi offre e come Maria siete chiamate a colorare il mondo di bellezza. Fatevi protagoniste di una storia nuova e non soltanto da semplici esecutrici. Maria quando disse il suo ‘eccomi’, lo disse con convinzione.

Questo fatelo soprattutto nei luoghi difficili, dove i benpensanti pensano che la bellezza non può abitare. La vostra vita sarà grande se riuscirete a riempire di piccoli gesti il cuore di chi non riesce più a sorridere. Un sorriso, una carezza, una stretta di mano: tanti petali semplici e colorati che fanno un fiore bello e profumato. Questi gesti sono i petali dei fiori con cui il Signore vuole riempire la terra”.

(Foto Sir)

Se non fa male, che amore è? Diceva Madre Teresa:

“Non tutti possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande amore”.

Noi, sempre Madre Teresa, “abbiamo il potere di stare il cielo anche adesso. Pertanto amate come ama Lui, aiutate come aiuta Lui, dare come dà Lui, salvare come salva Lui. Riprendendo queste parole il card. Montenegro ha rivolto un invito alle suore: “Facendo la professione voi vi consegnate al Signore e lo fate per sempre. Non è un padrone, ma è amore e fa della vita una festa continua. Fate posto a Lui e troverete la vostra vita piena di fratelli. Lui ha questo vizio: quando gli apriamo la porta entra con i suoi amici preferiti, i poveri. Il vostro sì sia quello di una sposa, pieno d’amore. Sentitevi ricche di Dio pur avendo abbandonato tutto. Questo è il voto di povertà, purché sia una povertà innamorata.

Amate il mondo, amate gli uomini e le donne, soprattutto se sono spogliati dell’abito della festa. Siate delle grandi sognatrici, ma sognate con i piedi per terra per ascoltare chi grida dal dolore.

Considerate un onore il fatto di essere state chiamate a servire i poveri, Lui vi sta affidando il suo tesoro”. “Amate – ha concluso il card. Montenegro mutuando sempre Madre Teresa – fino a farvi male. Se non fa male, che amore è?”