• on dicembre 15, 2020

Povertà e Covid-19: Caritas Roma, a giugno +600% aiuti alimentari. 35% nuovi poveri del lockdown

Durante il lockdown le parrocchie romane con i 176 centri d’ascolto coordinati dalla diocesi si sono trovati a far fronte ad una richiesta di cibo e aiuti economici senza precedenti. Da marzo 2020 l’emergenza sanitaria Covid-19 ha assunto a Roma le tinte drammatiche dell’emergenza sociale ed alimentare. A giugno 2020 sono stati consegnati +600% di beni alimentari rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Negli ultimi nove mesi il 35,3% delle persone che si sono rivolte ai centri d’ascolto parrocchiali ci sono andate per la prima volta nella loro vita. Oltre l’83% dei centri si è trovato di fronte a forme di “nuova povertà”. Le tre mense della Caritas di Roma per i più poveri hanno avuto un aumento del 50% da aprile a giugno. Sono dati di forte impatto quelli che emergono dal Rapporto 2020 “La povertà a Roma: un punto di vista” curato dalla Caritas diocesana di Roma e presentato oggi on line.

Dati che confermano, se non aggravano, il trend nazionale. La realtà capitolina già prima del Covid-19 era in affanno, con grandi sacche di fragilità e diseguaglianze, con forti polarizzazioni e l’allargamento della forbice tra classi sociali. Già nel 2019 il 40% dei romani guadagnava meno di 15.000 euro annui. Erano state 35.780 le domande per il Reddito di cittadinanza, 6.629 per le Pensioni di cittadinanza.

Il lockdown ha fatto precipitare i cosiddetti “equilibristi della povertà” in una povertà conclamata.

L’annoso disagio abitativo (con sfratti e sgomberi), i lavori precari, la solitudine e l’isolamento degli anziani in una città sempre più vecchia (170 over 65enni ogni 100 minori under 14enni), le migliaia di senza dimora, le persone con disagio mentale e disabilità, la mancanza di collaborazione da parte delle istituzioni e ora il Covid-19: sono tante le criticità analizzate nelle 130 pagine del volume della Caritas di Roma, costretta a confrontarsi con povertà sempre più complesse e multiformi.

Nelle tre mense diocesane +50% di pasti tra aprile e maggio. Nel periodo marzo-settembre, ad esempio, le tre mense diocesane “Giovanni Paolo II” a Colle Oppio, “Don Luigi Di Liegro” a Via Marsala, “Gabriele Castiglion” a Ostia (riorganizzate per offrire il proprio servizio in sicurezza) hanno distribuito 238.246 pasti a fronte dei 185.062 dell’anno precedente, con un incremento del 28,7% dell’attività. Il picco si è avuto nei mesi di aprile, maggio e giugno, con aumenti del 50% rispetto al 2019, soprattutto giovani stranieri, titolari di protezione internazionale.

Impennata delle persone assistite dalle parrocchie. Il numero delle persone assistite dalle parrocchie è letteralmente esploso: l’85,9% dei Cda presenti nelle parrocchie romane ha registrato un’impennata del numero delle persone assistite (che in alcuni casi è arrivato a decuplicare). La maggior parte delle parrocchie ha visto un aumento fino a 50 persone.

In 6 casi l’aumento delle persone assistite è stato addirittura di oltre 500.

35,3% di nuovi poveri, quasi la metà italiani. Nei primi nove mesi del 2020 sono state accolte 21.160 persone nei centri d’ascolto, il 35,3% per la prima volta (7.476 persone). Nel 48,7% dei casi le nuove persone (7.476) che si sono rivolte ai centri parrocchiali sono italiani, seguiti dai filippini (16,3%) soprattutto badanti che vivevano nelle case degli assistiti e si sono trovati senza reddito né abitazione. Nel 64,4% dei casi erano donne. Il 54% dei nuovi iscritti sono al di sotto dei 45 anni, mentre gli over 65 il 14,7%. 4.621 nuovi iscritti hanno chiesto aiuti alimentari attraverso pacchi e buoni spesa (62%), nel 30% dei casi con l’accesso agli Empori della solidarietà e nell’8% dei casi attraverso l’attivazione del Fondo anticrisi, con l’elargizione di un massimo di 500 euro per spese improcrastinabili come bollette, rate di condominio, spese mediche, riparazioni.

Boom di richieste di cibo: +345% a maggio, +600% a giugno. A maggio 2019 si erano registrati 23.387 quintali di beni di prima necessità consegnati a fronte degli 80.342 nell’anno 2020: in sostanza un incremento del 345%. Ed a giugno l’incremento è stato addirittura del 600% rispetto al 2019. In pratica tutti i centri d’ascolto hanno distribuito pacchi alimentari (nel 98,8% dei casi), seguiti dalla consulenza per la domanda relativa ai buoni spesa (55,8%), alla richiesta di fondi parrocchiali e diocesani (54,1%), all’assistenza ad anziani soli (25,6%).

Chi si è rivolto alle parrocchie? Durante il lockdown si sono rivolti alle parrocchie soprattutto persone con un impiego irregolare fermo a causa delle restrizioni , disoccupati di lunga data, lavoratori precari, lavoratori dipendenti in cassa integrazione, infine gli intermittenti e stagionali in attesa di bonus. Da notare anche una alta percentuale di pensionati, pari al 51,5%.

Tra le richieste principali: il cibo (84,3%), la mancanza di lavoro/reddito (79,1%) e la mancanza di denaro per pagare l’affitto o il mutuo (71,5%).

Un altro fenomeno da segnalare sono il 5,7% di episodi di violenze domestiche riferiti dalle parrocchie.

Tanti e diversi gli interventi di solidarietà: gli aiuti alimentari, gli Empori Caritas, il Fondo anticrisi, i Buoni spesa, il Fondo Gesù Divino Lavoratore voluto da Papa Francesco, che ha donato alla diocesi di Roma un milione di euro. Per l’emergenza cibo la Caritas di Roma ha attivato 137 punti di distribuzione e 13 centri di stoccaggio per gli alimenti, potenziando i cinque Empori della solidarietà. Da marzo in poi l’Emporio all’interno della Cittadella della carità in via Casilina ha gestito una media di oltre 100 famiglie al giorno, rifornendo anche parrocchie, enti ecclesiastici, comunità religiose e comunità circensi. Il Fondo anticrisi istituito per fare fronte alle crescenti richieste di aiuto ha erogato da aprile al 30 settembre 489 interventi pari a 175.021,16 euro. I Buoni spesa per comprare nei supermercati, grazie alla donazione di 1 milione di euro della Fondazione Roma, sono stati dati a 3.029 nuclei familiari (ottobre 2020). Sono stati consegnati 18.105 buoni di 15 euro ciascuno, per un importo pari a 200.000 euro già spesi.

Tanta generosità di singoli e aziende: oltre alle consistenti donazioni di grandi aziende e supermercati, nel 65,5% dei casi molti singoli hanno supportato le parrocchie con donazioni proprie (in denaro e beni di prima necessità). Nel 30,4% dei casi le parrocchie hanno ricevuto aiuti dalla Protezione civile e nel 19,3% dai commercianti o dalle imprese del quartiere. Quasi il 59,9% dei centri d’ascolto parrocchiali ha ricevuto qualche tipo di donazione.