• on Gennaio 1, 2023

Obiettivi concreti per non farsi rubare la speranza

L’anno trascorso ci ha lasciato in una delle crisi economiche più forti degli ultimi secoli a causa della guerra in Ucraina e della pandemia.
I poveri sempre più poveri. Negli ultimi dieci anni in Italia secondo il report dell’Istat, la diffusione della povertà di coloro che non hanno risorse sufficienti per uno standard di vita minimamente accettabile è più che raddoppiato con il 7,5% in più, cioè un milione e novecentomila famiglie che non ce la fanno.
Nel mondo 828 milioni di persone soffrono la fame soprattutto bambini e in Africa. Il 10% della popolazione più ricca del mondo detiene il 76% della ricchezza mentre il 50% possiede il 2% della ricchezza.
Ma non dobbiamo farci rubare la speranza, come ripete sovente Papa Francesco.Bisogna però darsi degli obiettivi concreti perché anche i pronunciamenti sui diritti umani non rimangano flatus voci, parole vuote.
Cibo per tutti, dando un pasto al giorno in ogni angolo del mondo a tutte le creature. La condivisione tra i popoli deve garantire una casa salubre per tutti, un lavoro adeguato per il mantenimento della propria famiglia, una scuola accessibile che educa a partire dai bambini per ridurre la forbice delle diseguaglianze.
Un bene comune, una sola famiglia umana a cui sono garantite le cure a tutti a partire dai più deboli e vulnerabili.
Dobbiamo scrutare i segni dei tempi come società civile e comunità ecclesiali non più contro ma uniti in una lettura d’insieme che dia risposte reali ai bisogni della povera gente e al grido dei poveri.La cura e custodia del creato, della casa comune, una transizione ecologica che punti ad uno sviluppo sostenibile con una sobrietà di consumi che permetta a tutti di avere il necessario per vivere dignitosamente.
Una giustizia che renda accessibile alla tecnologia i popoli che ne sono privi per beneficiare degli aspetti positivi della globalizzazione.
C’è però un macigno che grava sull’umanità intera: la corsa agli armamenti con più di 20 guerre importanti presenti nel mondo. Una follia come pronunciato più volte da papa Bergoglio, che distrugge vite umane, soprattutto giovani, bambini, famiglie intere annientate con un’ odio fra i popoli incomprensibile.
Abbiamo più volte richiesto nella sede dell’Onu a Ginevra come Comunità Papa Giovanni XXIII il Ministero della Pace per investire in una Pedagogia della Pace da insegnare nelle scuole a partire da quelle dell’infanzia, dove il rispetto reciproco, la stima, la concordia, l’aiuto scambievole, la nonviolenza, la riconciliazione diventano un nuovo modo di intessere le relazioni.
Dobbiamo leggere la storia dalla prospettiva dei poveri, degli esclusi, delle vittime, degli emarginati. Con una Chiesa in uscita, nelle periferie esistenziali per mettere la spalla sotto la croce di chi soffre e per chi dire a chi le fabbrica di smettere di produrre sofferenze.
Un cammino d’insieme, unendo le forze, con un lavoro di rete, sinodale, di comunione, con parresia, schiettezza.Per dare speranza alle tante donne schiavizzate e a volte uccise, per dare voce ai bimbi mai fatti nascere con l’interruzione volontaria di gravidanza, per gli anziani concedendo loro di potere rimanere in famiglia, con i giovani liberati dalle varie dipendenze.
Camminiamo in Ucraina in questo 2023 con più di 170 organizzazioni laiche e di ispirazione religiosa per stare con loro i civili inermi, accogliere i profughi, costruire pozzi per ridare acqua potabile resa inaccessibile dai bombardamenti.
Stop the war now. Fermare la guerra subito. I giovani chiedono questo di rendere visibile il sogno del profeta Isaia: forgeranno le lance in falci.Sì veramente la condivisione salverà il Mondo. Buon 2023.

(*) responsabile generale della Comunità Giovanni XXIII