• on marzo 4, 2022

Mons. Szyrokoradiuk (vescovo di Odessa): “Aspettiamo che ci attaccano dal mare. È molto pericoloso”

Kherson, ormai, è in mano ai russi. Le forze russe hanno conquistato la città che si trova nel sud del Paese. Negli attacchi anche una piccola parrocchia vicino a Kherson è stata completamente distrutta da una bomba. Per fortuna, non c’è stata nessuna vittima. Ora, ad Odessa, si attende con paura un attacco dal mare. È mons. Stanislav Szyrokoradiuk, vescovo della diocesi cattolica di Odessa-Simferopol, a fare il punto della situazione. Raggiunto questa mattina dal Sir, il vescovo parla serenamente e racconta soprattutto cosa la chiesa di Odessa sta facendo per le poche persone rimaste in città, soprattutto per gli anziani soli.

(Foto Vatican Media)

Eccellenza, partiamo dalla situazione di kherson. Che notizie avete da lì?
Kherson è occupata dai russi.

Hanno avuto attacchi pesanti?
In altre città vicino a Kherson hanno subito attacchi pesanti. Kherson non è stata difesa, per questo i russi sono potuti entrare. Ora la situazione è tranquilla. Solo una parrocchia è stata completamente distrutta da una bomba. Si tratta di una piccola chiesa che si trova vicino a Kherson. Per fortuna non ci sono stati morti e sono tutti vivi. A Kherson invece c’è una parrocchia e un prete che lavorano ora normalmente.

A Odessa invece come è la situazione?
Ci sono allarmi, soprattutto di notte. Per sicurezza stiamo dormendo sotto nei rifugi. Si sa che ci sono attacchi attorno ad Odessa, ma in città, per ora e grazie a Dio, la situazione è tranquilla. Aspettiamo, aspettiamo che ci attaccano dal mare. È molto pericoloso.

La gente ha paura?
È normale che si ha paura.

E lei, come sta vivendo lei questo momento?
Guardi, noi siamo impegnati ad organizzare gli aiuti alle persone. I negozi, soprattutto gli alimentari, sono chiusi per cui tantissime persone non hanno niente da bere e da mangiare. Facciamo ogni giorno 70/90 pasti per il pranzo. Caritas Odessa ha le sue attività ma in questi giorni, ogni parrocchia di Odessa e anche la cattedrale sono aperte per dare da mangiare e aiuti alle persone. La Chiesa funziona. Ogni giorno vengono celebrate 4 sante messe. Non vengono tanti, perché abbiamo paura di questi continui allarmi.

Avete molte richieste di aiuto?
Abbastanza. Tantissimi bambini e le famiglie più giovani sono evacuati. Odessa è una città popolosa con strade trafficate ma adesso è una città vuota. Sono rimasti soprattutto gli anziani. Sono soli e per questo hanno bisogno di aiuto, soprattutto per il cibo. In diocesi abbiamo centri per bambini ma attraverso Caritas Kiev e Caritas Odessa, abbiamo provveduto in questi giorni a farli evacuare in posti più sicuri, verso l’Ucraina orientale e verso la Polonia.

Cosa significherebbe se Odessa cadesse nelle mani dei russi?
Noi non lo crediamo possibile e la città si difenderà.

Vuole lanciare un appello?
Tutta l’Europa deve capire che cosa sta succedendo qui. Siamo di fronte ad un aggressore che sta facendo terrorismo. Tantissime case, palazzi, sti civili sono stati distrutti. Tantissimi sono morti. Questo è terrore.  Anche l’attacco questa notte alla centrale nucleare è stato un atto molto grave e pericoloso. L’Europa deve capire che questa guerra è un pericolo non solo per l’Ucraina ma per tutta l’Europa. Ma voglio anche dire: grazie! Grazie a tutti quelli che ci stanno facendo arrivare aiuti, solidarietà e preghiere per noi. E’ molto importante. Per questo vogliamo dire grazie! Si faccia tutto il possibile per salvare la pace.