• on gennaio 31, 2022

Mattarella resta al Quirinale. Dall’Europa un sospiro di sollievo

È pressoché scontato: alla elezione o rielezione di un Capo di Stato di un Paese membro, i rappresentanti delle istituzioni di Bruxelles e Strasburgo inviano congratulazioni e auguri per l’alto incarico. La rielezione di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica italiana ha suscitato questa volta addirittura un profluvio di messaggi dalle cariche Ue, accompagnati da altrettanti segnali di attenzione e stima da capi di Stato e premier di tutta Europa, e non solo.
“Congratulazioni a Sergio Mattarella per la sua rielezione a Presidente della Repubblica. Credo fermamente che l’Italia continuerà a contribuire costruttivamente alla crescita dell’Ue”, le parole di Charles Michel, presidente del Consiglio europeo. Al quale ha subito fatto eco Roberta Metsola, neo presidente del Parlamento europeo:

“l’Italia è sempre stata e continuerà essere una forza trainante all’interno dell’Unione europea”.

Si aggiunge Ursula von der Leyen, presidente della Commissione: “caro Presidente Mattarella, congratulazioni per la sua rielezione a Presidente della Repubblica italiana. L’Italia può sempre contare sulla Ue”.
Si spinge più in là l’Alto rappresentante per la politica estera europea Josep Borrell: “la rielezione di Sergio Mattarella è una bellissima notizia per l’Italia e per l’Europa. Il Presidente Mattarella è un uomo di dialogo, europeista convinto, attento ai diritti degli ultimi, amato dagli italiani, ascoltato e rispettato in tutto il mondo”.
Il commissario europeo Paolo Gentiloni va oltre, con una esplicita analisi politica: “Grazie Presidente Mattarella. Una scelta di grande responsabilità contro il caos e per il bene comune. Più forte l’Italia in Europa e nel mondo. E ora avanti con il governo Draghi”.
“Congratulazioni al Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella per il suo secondo mandato. Ha dedicato gran parte della sua vita al servizio dei cittadini e la sua rielezione è la testimonianza del ruolo importante che ha svolto in questi anni in Italia”, scrive in un tweet la presidente della Bce Christine Lagarde.

Tra un grazie e un complimento, in realtà l’Europa tira un sospiro di sollievo.

Chi bazzicava nei giorni scorsi nei palazzi di Bruxelles respirava un’aria preoccupata e a mezze parole, nei corridoi, si guardava con attenzione alle possibili scelte dei Grandi elettori italiani. Grande attesa quindi all’Europarlamento, alla Commissione, al Consiglio per l’esito delle urne che avrebbe identificato il nuovo inquilino del Quirinale. La convergenza su Mattarella da parte delle forze politiche è parsa quindi la migliore possibile, per l’Italia e per la stessa Europa.
Le calde espressioni giunte da diverse capitali europee lo confermano.
Perché – anche se per gli italiani a volte è difficile crederlo – in Europa si scommette su Roma. L’Italia, malgrado le sue instabilità politiche interne e il gigantesco debito pubblico, è comunque percepita come un Paese-pilastro dell’integrazione europea, assieme a Germania e Francia. Neppure le traballanti fasi di governo, accompagnate a volte da punte sovraniste e da alcune incertezze di politica economica ed estera, fanno venir meno la centralità dell’Italia nello scacchiere europeo.

È per questo che la conferma di Mattarella al Quirinale e la presenza di Mario Draghi a Palazzo Chigi rappresentano una certezza anche per gli altri 26 Paesi aderenti all’Unione.

La quale sta affrontando sfide gigantesche: dalla pandemia alla necessaria ripresa economica, dalle pressioni militari russe alle frontiere esterne ai flussi migratori, senza trascurare gli sbandamenti di alcuni Paesi Ue sul versante dello stato di diritto oppure il rischio di black-out energetico. Ebbene, il ruolo costruttivo, solido, “pensato” dell’Italia alla stabilità istituzionale dell’Unione, alla maturazione di una integrazione politica più moderna e solida, non possono che essere attese a braccia aperte.
All’Italia, alla sua politica, ai suoi cittadini, alle sue imprese, alla società civile rimane da confermare la “vocazione europea” che ne ha attraversato la storia da De Gasperi in poi. La rielezione di Mattarella costituisce un tassello fondamentale – non scontato e invero non sufficiente – per guardare all’Europa e al futuro della nazione.