• on Settembre 10, 2022

Luca Francioso, musicista. Quella chitarra suona perché crede al Vangelo e non al caso

Le dita si muovono veloci sulle corde della chitarra, precise e mai frenetiche: ora accarezzando, ora percuotendo con
rabbiosa dolcezza. È la magia del fingerstyle, tecnica fatta di passione e di abilità assoluta di cui Luca Francioso è uno dei massimi interpreti. Il buon combattimento, il suo ultimo video musicale, è stato appena pubblicato su YouTube con un chiaro riferimento a san Paolo, ma non solo.
“Il combattimento a cui mi riferisco è quello per rimanere se stessi, in un mondo che tende a costringerci in forme e ruoli fatti da altri – spiega lo scrittore e musicista – Altrimenti si rischia di non riconoscersi più: soprattutto in questi tempi confusi e senza punti di riferimento, in cui tutto ormai sembra lecito. E in cui faccio molta fatica a vivere”.
Il singolo rientra nell’ultimo ambizioso progetto del vulcanico artista, orgogliosamente calabrese ma ormai padovano di adozione, che comprende il libro di poesie Scenari diVersi, il cd per sola chitarra acustica Umana dimensione e il relativo libro di spartiti. Oltre a due disegni che figurano sulla copertina del libro e del disco e che raffigurano una figura alata, angelo o forse demone: “Rappresenta l’ambiguità dell’essere umano, sempre sospeso tra cielo e terra, realtà e fantasia… ma anche l’importanza della dimensione spirituale, che proprio in questi tempi stiamo perdendo. E quella chiazza all’altezza del cuore può essere qualcosa che brilla o che manca”.
Il nuovo progetto artistico in cui si incontrano parole, musica e immagini, viene lanciato nell’anno in cui Francioso festeggia il venticinquesimo anniversario dall’inizio della sua carriera artistica: “In realtà non me ne ricordavo neanche, tanto più che il libro doveva uscire a Natale 2021. Poi però, credendo nel Vangelo e non nel caso, ho messo insieme musiche e poesie nate in momenti e contesti diversi, per scoprire che non solo stavano bene insieme, ma si completavano a vicenda”. Non si tratta di un’autocelebrazione, “ma di un modo di rendere grazie, è come regalare fiori a una donna. Grazie per le cose che mi sono state concesse, grazie per aver potuto inseguire l’arte e la sua scia con ostinazione, a volte anche con dolore. Ne è uscita una fotografia spiazzante anche per me, che mi ha messo a nudo più di quello che credevo”.
Così, se nelle poesie (alcune delle quali davvero sorprendenti per forza e freschezza) Francioso conduce una riflessione, a tratti anche impietosa, sul suo percorso umano e artistico, nelle canzoni è la chitarra ad arrivare lì dove non riescono le parole con note a tratti briose, quasi jazz, a tratti struggenti. Nove brani inediti che tramite i qr code presenti nel libro possono essere collegati alle cinque sezioni in cui è divisa la raccolta poetica. Un dialogo accattivante
e innovativo, anche se forse non facile per un grande pubblico che oggi passa dai tormentoni estivi alle canzoncine di TikTok. “Ho sempre fatto le cose che amavo fare, indipendentemente dalle mode: a volte anche il mio editore mi rimprovera, ma alla fine la spunto sempre, sarà che nel profondo sono un calabrese capatosta. Questo non significa che non guardi la realtà, ma non ho mai scelto una strada per il guadagno né per prendere una scorciatoia. Ovviamente ho pagato in prima persona il prezzo delle mie scelte, ma credo che sia questo a permettermi di continuare ancora oggi a fare questo mestiere con lo stesso amore e la stessa passione”. E, aggiungiamo, con crescente bravura.

46 anni, Luca Francioso da 25 suona la chitarra acustica, compone e insegna musica, scrive romanzi, racconti e poesie, oltre a occuparsi di grafica, video e web design. Ha pubblicato una decina di libri e circa 60 produzioni musicali, suonando in più di 1.200 concerti in Europa e negli Stati Uniti. Lo scorso 18 giugno è uscito è uscito il suo ultimo progetto, che incrocia musica e poesia.
Adesso che sono genitore, confuso e spesso inadeguato, riesco a comprenderne il valore da figlio più volte giudicato. Da padre è tutto differente, capisco che è facile sbagliare, rifare gli errori della gente, gli stessi che provo a evitare. Ripenso ai miei e al loro impegno, a sforzi che davo per scontati, consigli respinti che oggi insegno nel gioco di ruoli già
cambiati. È il tempo che segue la sua prassi: il figlio che sfida il genitore e il padre che ne sostiene i passi fin quando non capirà l’errore. (Da Scenari diVersi, editore Fingerpicking.net, 2022, 12 euro)