• on luglio 25, 2021

Lettera a Vito Dell’Acquila e Luigi Samele

“Carissimi Vito e Luigi,
chiedo scusa a tutti se mi lascio andare in una piccola esultanza inzuppata di orgoglio pugliese nello scrivere a voi due, figli di Puglia, che avete regalato al nostro Paese le prime due medaglie olimpiche al nostro Paese!
Grazie a te, Vito, perché hai portato a Tokyo la caparbietà della nostra Puglia e, in quel campo di gara con la pianta ottagonale che sembra di stare quasi a Castel del Monte, hai raccontato la prontezza del protendere un calcio verso tutto ciò che si presenta come avversario nella vita! Grazie perché hai portato a Tokyo la resistenza della nostra terra e ne hai mostrato la predisposizione a non mollare, a non lasciarsi travolgere dalle avversità, a non rassegnarsi anche quando qualcuno nello srotolarsi dei giorni il calcio tenta di sferrarlo nel nostro stomaco! Grazie perché hai portato a Tokyo la passione pugliese, quella fatta di spensieratezza e d’impegno, di sacrificio e di un pizzico di follia, facendo della creatività una logica!

(Foto ANSA/SIR)

Grazie a te, Luigi, perché forse nemmeno te ne accorgi, ma quando muovi la sciabola è come se scrivessi sul pentagramma una musica inedita. Vorremmo quasi chiedertelo di scriverla per noi e, poi, darcene lo spartito per arrangiarla a modo nostro per un’esecuzione personalizzata di una musica che porta le note dell’impegno (quello feriale, spremuto ogni giorno), della libertà (quella che germoglia dalle rinunce), della responsabilità (quella che sente il cuore dell’altro come prosecuzione del proprio) e della felicità (quella che sgorga dal vedere la vita farsi pian piano capolavoro)!
Vito e Luigi, grazie perché in questi giorni, in testa a tutti gli atleti e le atlete dell’Italia Team, avete già dato il massimo! E, soprattutto, avete dato il meglio di voi, regalandoci la festa delle vostre medaglie!”.

(*) direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport