• on luglio 24, 2021

Lettera a Paola Egonu

Carissima Paola,
le tue Olimpiadi di Tokyo sono iniziate già con una forte emozione: essere stata scelta a portare ieri sera il vessillo olimpico durante la cerimonia di inaugurazione all’Olympic Stadium. Una scelta sicuramente non casuale, ma che sottolinea la tua altezza!

Sì, Paola, sei alta… e non parlo solo dei tuoi 193 centimetri.

Parlo di quell’altezza che cresce col sacrificio, con tutti quei no che sicuramente ti sarai dovuto dire per non perdere la concentrazione, per non rendere stanco il tuo domani, per non gettare nel cestino dell’oggi il sudore di ieri.

Parlo di quell’altezza che cresce con l’entusiasmo, con quella bellissima abitudine del non risparmiarsi nel pregustare continuamente feste esplosive in cui l’aver dato il massimo e il meglio diventa esperienza di gioia che penetra fin dentro al cuore.

Parlo di quell’altezza che è fatta di sogni, messi uno sull’altro! Sogni che – se leggiamo la tua vita – hanno tre punti di irradiazione: i piedi, le mani, la voce!

Se sei alta, lo devi ai sogni impressi nei tuoi piedi! Non sono i tuoi! Sono quelli di papà Ambrose e di mamma Eunice, che hanno messo nel fagotto le loro storie e sono emigrati in Italia e poi in Inghilterra per stendere le loro e le vite dei loro figli al sole di qualche sicurezza in più! I loro sogni, oggi danno i piedi ai tuoi!

Se sei alta, lo devi ai sogni impressi nelle tue mani! Questi sì! Sono tutti tuoi! Sono quelli che ti hanno accompagnata dal Cittadella al Conegliano, punto dopo punto, fino a fare il record di punti segnati da una giocatrice durante una partita! Sono i sogni che esprimi in ogni tua giocata, in ogni tua schiacciata!

Se sei alta, infine, lo devi ai sogni che hanno il tono della tua voce, di quella stessa voce che hai prestato a Sognaluna nel film d’animazione Soul in cui tu e noi abbiamo ascoltato una notizia bellissima: Tranquillo, qui un’anima non può essere schiacciata: per quello c’è la vita sulla terra!

Paola, grazie perché oggi ci ricordi che l’altezza non è quella dei centimetri, ma è quella dei sogni che si sommano, retti da chi ci ha dati alla luce, costruiti con le nostre mani giorno dopo giorno, resi voce nella ferialità del nostro impegno a non vivere schiacciati!

Cara Paola, in questi giorni, insieme a tutti gli atleti e le atlete dell’Italia Team, dai il massimo! E, soprattutto, dai il meglio!

(*) direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport