• on luglio 27, 2021

Lettera a Mirko Zanni

“Carissimo Mirko,
penso che tu sia contentissimo per il meraviglioso risultato raggiunto con la tua arte di sollevare pesi che ti renderà indimenticabili le Olimpiadi di Tokyo avendoti appeso al collo la medaglia di bronzo e avendoti permesso di segnare un ennesimo primato nazionale con quei 322 kg complessivi che ti sei caricato addosso!
Sai, Mirko, in giro se ne trova tanta di gente che vive atterrata dalle tante fatiche quotidiane! Gente che non riesce a sopportare quell’agonismo sociale in cui conta solo chi ha. Gente che non riesce a sollevare i sogni perché c’è sempre qualcosa che li intorbidisce. Gente che non riesce più a vivere con la schiena dritta, dovendosi sempre piegare e asservire per veder riconosciuti i propri diritti. E i pesi non atterrano solo, atterriscono pure! Viviamo atterriti dal domani che spesso sembra scuro. Viviamo atterriti negli affetti che fanno fatica a essere trasparenti e veri. Viviamo atterriti nei desideri e la delusione e la malinconia rendono l’aria sempre più pesante.

Dicci, Mirko, come si fa a non rimanere schiacciati da tutto quel peso? Come si fa a tener dritte le gambe sotto quei chili che cercano di schiacciarti? Come si fa a non piegare la schiena in segno di resa pressati dai pesi fatti ancor più pesanti dalla fatica?

Spiegaci l’arte dello slancio… Facci riscoprire la forza che abbiamo dentro, quella che ci fa fare lo scatto al momento giusto, che dà l’avvio al riscatto! Quella forza che vince la tentazione della rassegnazione e ci spinge a cercare e trovare un posto in cui diventare star… piccole, ma sempre star, capaci di fare luce con il nostro stare al mondo da protagonisti di bene!
Spiegaci l’arte dello strappo… Facci riscoprire la voglia di far volare gli asini! Sì, facci riscoprire la voglia di credere che a chi ama nulla è impossibile (san Francesco di Paola) e la voglia di realizzare ciò che sembra impossibile, a cominciare dalla nostra felicità!

Caro Mirko… una volta insegnataci l’arte, incominciamo insieme a sollevare i pesi degli altri, perché nessuno spenga l’interruttore della vita speranzosa e gioiosa!

Con i piedi ben puntati a terra… dell’umiltà!
Con le gambe dritte… della caparbietà!
Con le braccia stese… della fiducia!
E saremo entusiasti di aver dato il massimo! E, soprattutto, di aver dato il meglio!”.

(*) direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport – cappellano della squadra italiana