• on giugno 6, 2020

Legnica: il miracolo eucaristico che tocca il cuore dei polacchi

Da quattro anni ormai, in un’apposita cappella del santuario dedicato a san Giacinto Odrowaz a Legnica, nell’ovest della Polonia, i fedeli pregano davanti a un ostensorio contenente la particola con segni visibili del sangue e del corpo del Signore. Il 10 aprile del 2016 mons. Zbigniew Kiernikowski, vescovo di Legnica, rese noto il nulla osta da parte della Congregazione della Dottrina della fede che lo aveva emesso dopo aver valutato attentamente l’inspiegabile mancato scioglimento dell’ostia consacrata deposta il 25 dicembre del 2013 in un ciborio con l’acqua, e di una successiva apparizione sulla sua superfice delle tracce, da genetisti definite “di origine umana”, di sangue del gruppo AB, e del materiale biologico formato da “parti frammentate di muscolo striato trasversale” che “assomigliano molto al muscolo cardiaco, con alterazioni che appaiono di frequente durante l’agonia”.

Da tutto il Paese e dall’estero. “Al santuario vengono molti pellegrini che si raccolgono in preghiera”, dice al Sir mons. Zbigniew Kiernikowski. E aggiunge: “numerosi sono i pellegrinaggi da tutta la Polonia ma anche dall’estero. Raccogliamo al santuario delle testimonianze di uscita dalle dipendenze e anche casi di recupero della salute e di guarigioni. Ci sono poi prove che le persone in conflitto diventino capaci di riappacificarsi. Mentre è difficile giudicare le esperienze interiori delle persone, rimane indubbio che l’evento eucaristico e la presenza della sacra reliquia stimolino la fede delle persone e aiutino la loro conversione”.

I cavalli dell’Armata rossa… La città di Legnica (circa 100mila abitanti), nonostante storicamente appartenesse alla Polonia, dal 1809 al 1945, in seguito alle spartizioni del territorio nazionale, fu annessa alla Prussia e successivamente alla Germania. La chiesa di mattoni rossi e con il campanile alto 75 metri, nel 1972 dedicata al domenicano e fondatore di numerosi conventi san Giacinto Odrowaz (1185-1257), fu costruita ai primi del Novecento come tempio evangelico. Al termine della seconda guerra mondiale venne utilizzata come stalla per i cavalli dell’Armata rossa da funzionari del regime sovietico. Solo negli anni Sessanta del secolo scorso fu restituita al culto per diventare una delle quattordici chiese parrocchiali di Legnica. Don Andrzej Ziombra è diventato parroco di San Giacinto nel 2011. Nel 2016, conformemente alle indicazioni della Congregazione, mons. Kiernikowski ha assegnato a don Andrzej il compito di raccogliere le testimonianze dei frutti spirituali e dei fatti inspiegabili avvenuti grazie alle preghiere dei fedeli davanti alla reliquia.

La testimonianza del parroco. “All’inizio del mio servizio pastorale volevo diventare missionario e avevo anche fatto dei passi concreti in quella direzione. Adesso, tutto quello che posso fare, tutti i miei pensieri, tutte le forze, e tutto il tempo, li dedico alla chiesa di San Giacinto. Insieme ai miei collaboratori non ci risparmiamo per servire nel migliore modo possibile la madre Chiesa, e per avvicinare la gente a Dio. Lo considero anche il mezzo per una mia personale santificazione”, afferma in un colloquio con il Sir don Andrzej Ziombra, testimone oculare del miracolo eucaristico. Don Andrzej, quali testimonianze ha raccolto finora? – gli chiediamo. “Soprattutto testimonianze di conversione e di guarigione che però non sempre sono già documentate poiché in alcuni casi aspettiamo ancora il completamento dei dossier. Abbiamo 5-6 casi di guarigione già certificati, e 4 o 5 casi di una vera conversione con le relative testimonianze scritte. Ma abbiamo anche casi non ancora pienamente documentati come, per esempio, quello di un minatore quarantenne che era in attesa di un trapianto di cuore, ma, grazie alle preghiere della famiglia davanti alla reliquia, oggi sarebbe perfettamente guarito senza alcun intervento”.

In preghiera, giorno e notte. Il sacerdote aggiunge: “il desiderio di approfondire la propria fede da parte della gente è un altro frutto dell’evento miracoloso avvenuto il giorno di Natale 2013. Un maggior interesse per Gesù presente nell’Eucaristia è comprovato poi anche dal fatto che la partecipazione alle messe nei giorni feriali è aumentata del 100 per cento. È inoltre cresciuto il numero di fedeli durante le messe domenicali. Da oltre un anno abbiamo introdotto nella nostra chiesa il rito d’adorazione permanente del Santissimo. Oltre 300 persone hanno creato una rete e, a turni, incessantemente, giorno e notte, rimangono in adorazione davanti alla reliquia. Mi accorgo inoltre dei cambiamenti che avvengono nell’animo delle persone che arrivano qui, aprono il loro cuore a Dio per prendere poi delle decisioni concrete riguardanti la loro vita. È veramente incredibile, come il Signore avvicini le persone, anche quelle che non hanno mai voluto credere in lui”.

Un segno profondo nel cuore. Fra i pellegrini, ci sono giovani? Don Ziombra risponde: “la maggior parte dei pellegrini sono persone adulte, di 30 e 40 anni. È un fatto assai singolare poiché si sa che è piuttosto difficile vedere in chiesa delle persone di quell’età che solitamente sono attratte da ben altro. Molte scuole cattoliche in diverse città della Polonia organizzano però dei pellegrinaggi a Legnica. Ci sono pertanto molti giovani in età scolare che vengono qui per esercizi spirituali o momenti di raccoglimento. Numerosi sono anche i pellegrinaggi di bambini che si preparano o che hanno appena ricevuto la prima Comunione”. Succede anche che “un sacerdote arrivi a Legnica con una scolaresca stipata in ben sette pullman, praticamente l’intera scuola elementare. Prossimamente, dovrebbe arrivare un altro gruppo di scolari da Breslavia. Saranno una settantina di ragazzi di 12-13 anni. Il primo gruppo di allievi della stessa scuola, diretta da suore salesiane, arrivato due mesi fa, contava un centinaio di bambini di 10-11 anni. Il primo pellegrinaggio, come mi ha raccontato una delle suore, ha lasciato un segno profondo nei cuori dei bambini. Lo hanno costatato i loro genitori informandone poi la scuola”.