• on ottobre 3, 2020

La vera leadership? Sostenibile, di servizio, capace di intercettare le sfide e persino eroica

Se si prova a digitare “corso di leadership” su un motore di ricerca, appariranno un numero di risultati difficile da gestire. Se c’è una tale offerta, per la nota legge di mercato, è perché c’è una richiesta altrettanto forte. Sono in molti infatti, dalle università ai privati, ad offrire percorsi di trasformazione personale e di crescita di chi si sente natural born leader.
Ma, ironia a parte, per quale motivo si intraprende un corso di leadership? E nella giungla delle presentazioni, come trovare una proposta formativa che dia anche una risposta di senso? Come coniugare in maniera feconda crescita e valori, riflessione sui propri talenti e sull’arte di coltivarli nel tempo, gestione delle diverse condizioni di vita e lavoro e potere d’indirizzo, ispirazione e carisma?
Abbiamo cercato risposte nel percorso formativo Leaders – Diploma in leadership e management, nato da una collaborazione fra la Facoltà di Scienze Sociali e il Centro Fede e Cultura Alberto Hurtado dell’Università Gregoriana di Roma, intervistando padre Stefano Del Bove, gesuita, direttore del programma e cappellano dell’Università.

Padre Del Bove, quali sono le caratteristiche di novità di questo corso rispetto ad altri?
Il corso è una novità e non lo è. Mi spiego, corsi di questo tipo sono fatti da anni ovunque, segnatamente e fin dal secondo dopoguerra in università americane, come quelle dove ho studiato e lavorato, la Fordham University di NYC e la Loyola University Chicago. Paradossalmente, quindi, noi non siamo una novità, partiamo in ritardo e siamo penalizzati dalla limitatezza di risorse economiche, che caratterizza i nostri sistemi formativi. Tuttavia ci muoviamo su un percorso diverso: cerchiamo di collegare questo studio di introduzione e teoria della leadership e del management, a presupposti di antropologia cristiana, con una riflessione sulla teologia analizzando il nesso tra evangelizzazione e cultura contemporanea. Ecco quindi che la nostra offerta diventa di grande novità, che gli deriva dall’originalità del retroterra culturale e spirituale con cui facciamo interagire queste materie.

Quale percorso formativo viene seguito?
Le teorie della leadership sono moltissime, noi abbiamo elaborato una strategia cognitiva propria della pedagogia gesuitica che enuclea il meglio dei vari approcci al tema. Proponiamo una leadership sostenibile, di servizio, capace di intercettare le sfide adattive dei propri contesti e, finanche, virtuosa ed eroica, perché unisce il tema delle frontiere, del rischio e del coraggio come virtù dell’uomo magnanimo. Siamo ormai alla terza edizione del corso, ma possiamo contare su più anni di esperienza ed elaborazione pregressa. Possiamo contare su una selezione di insegnanti che coniugano le teorie della leadership tradizionale con la cultura cristiana, con un’etica pubblica ben connotata e con la dottrina sociale della Chiesa. Alle spalle una sinergia universitaria importante all’interno dell’università Gregoriana, tra Scienze Sociali e il Centro fede e cultura Alberto Hurtado.

Come evitare di finire nei formalismi?
Oggi l’accesso all’informazione è vastissimo, e proprio per questo è necessario un supplemento di discernimento: le informazioni vanno raccolte e selezionate,

bisogna capire dove risiede il bene maggiore e tradurlo in conoscenza.

Anche per questo la scelta dei docenti è molto accurata e ci permette di offrire non solo una ricchezza di insegnamenti o una struttura solida di conoscenze precise, ma di generare una lettura sapiente che trasforma l’informazione in conoscenza e, da ultimo, in sapienza. Il percorso offre non solo contenuti tecnici, ma una visione politica ed ecclesiale, nonché un impegno nella riflessione etica sulla leadership e sul management. La realtà della vita non ci è estranea, non è un corso di mera teoria avulsa dai tempi in cui viviamo. Quest’anno, per esempio, ci sarà una lezione su cosa rimane della leadership dopo il Covid-19. E ancora: su quali modificazioni la società deve puntare per rispondere alle domande che emergono dalla crisi che stiamo attraversando?

A chi si rivolge il corso? Quali sono gli obiettivi cui tende?
Particolare cura è data alle fasi del processo di iscrizione. La selezione degli iscritti, che arrivano a noi per un’integrazione curricolare che potenzia i propri studi, o per un aggiornamento professionale oppure, ancora, per tirare le fila di una riflessione esistenziale personale, è attenta e basata prima di tutto sull’ascolto. Si iscrivono professionisti affermati e studenti, provenienti dai 5 continenti. Il processo di iscrizione è concepito come un momento in cui motivazioni, desideri e obiettivi in ordine a un programma di questo tipo vengono perfezionati e valorizzati.Il programma vuole fornire ai partecipanti un adattamento del proprio profilo, un approfondimento delle competenze, strumenti di orientamento e rigenerazione delle pratiche di vita sociali, culturali ed ecclesiali.

Anche la struttura dello svolgimento degli incontri è orientata alla crescita personale…
Il corso è intensivo, valorizza la formazione in presenza, ma la integra e la arricchisce con le risorse del digitale. Inoltre, la calendarizzazione e la sequenza (un sabato al mese da ottobre a giugno), sono strategicamente concepite per vivere appieno il tempo tra un incontro e l’altro, distribuendo il lavoro con equilibrio e opportunità di elaborazione personale.