• on Giugno 6, 2022

La memoria di don Franco Marcone vive nel “Dono di Maria”

“Quando faccio la carità, dono me stesso. Se non sono capace di donarmi, quella non è carità. Un dono senza il quale non si può entrare nella casa di chi soffre”. Così Papa Francesco, ricevendo nel 2015 i membri della Confederazione Cooperative Italiane, definva la carità. Parole che rispecchiano lo spirito del Centro di accoglienza Dono di Maria Onlus che, da oltre trent’anni, opera sul territorio di Giulianova (Te), dalla parrocchia della Natività di Maria vergine.
All’origine c’è l’incontro di un gruppo di giovani giuliesi con la santa Madre Teresa di Calcutta, che li aveva invitati a unire la preghiera dell’adorazione eucaristica all’opera che svolgevano raccogliendo e rivendendo indumenti e giornali e devolvendo il ricavato ai bisognosi.
L’associazione oggi conta 55 soci e altrettanti volontari che quotidianamente offrono il loro servizio, operando in sinergia con la Caritas diocesana e quella locale, oltre che con la mensa per i poveri della Piccola Opera Charitas e con il Banco alimentare, per il quale l’associazione partecipa attivamente anche nella raccolta durante l’anno. Quest’ultimo fornisce il 55% circa dell’occorrente per i pacchi di alimenti, mentre il restante è frutto di donazioni private o acquistate nei supermercati in base alla disponibilità economica dell’associazione stessa, che appare però sempre più limitata.

Sono circa 200 le famiglie assistite, 170 fisse ed il resto saltuarie, per un totale di 650 persone che per il 60% sono italiane.




La distribuzione dei pacchi alimentari avviene mensilmente, mentre gli abiti si possono ritirare ogni giorno a seconda della disponibilità. Assistenza alle persone in difficoltà, aiuto e sostegno economico per pagamento bollette, assistenza medica e ospedaliera, collaborazione con il carcere per la fornitura di indumenti, ma anche aiuto ai ragazzi nello studio e organizzazione di diverse iniziative le cui spese, per chi non può permettersele, vengono sostenute dalla stessa associazione. E poi c’è un centro di ascolto, dove si pone attenzione alle problematiche di ognuno, cercando di risolverle per quanto possibile.

“Purtroppo il nostro territorio – spiega Paolo Massacesi, presidente dell’associazione – ha difficoltà economiche e non ci sono posti di lavoro. Molte persone ci chiedono proprio di aiutarli a trovare lavoro, altri un’abitazione”. Massaccesi sottolinea come l’offerta lavorativa che arriva dal mondo turistico, per il quale Giulianova sembra essere votata guardando le spiagge e i servizi, non basta per accontentare il fabbisogno, dato che la stagione è limitata esclusivamente ai mesi estivi. “La pandemia – prosegue – qui ha colpito pesantemente e abbiamo avuto un gran numero di persone in più rispetto al solito”. Nel 2020 le persone da assistere sono state oltre 750, per le quali hanno dovuto ricorrere all’aiuto della Protezione civile per la distribuzione dei pacchi a domicilio, non potendo neppure ricevere le persone in sede. “La mattina – aggiunge il Presidente – iniziamo sempre con la preghiera. Ci affidiamo alla misericordia del Signore, che ci aiuti a fare questa attività in pace, anche se ci sono delle difficoltà. Il mio desiderio, che è anche quello di tutti gli amici con i quali condivido questa esperienza, è quello di riuscire il più possibile a venire incontro alle difficoltà della gente”. Sul Centro di accoglienza Dono di Maria c’è la benedizione speciale di un sacerdote giuliese morto giovane, la cui famiglia ha donato alla diocesi di Teramo-Atri la casa dove risiede l’associazione. “Abbiamo uno sguardo del nostro don Franco sulla nostra opera” – conclude Massacesi.




Il nome dell’associazione dichiara un’affezione alla Madonna ed il desiderio ad uscire per andare incontro agli altri, sentimenti manifestati anche attraverso una statua della Vergine Maria che è stata posta vicino ad una finestra con il volto verso l’esterno e lo sguardo visibile da tutti i passanti già dalla strada che costeggia la casa. La statua si trova proprio nella stanza dedicata a don Franco Marcone, sacerdote morto il 23 marzo 2011 all’età di 35 anni, che nel suo passaggio in vita sembra aver lasciato “il profumo di Cristo”, come lo definiva l’apostolo Paolo rivolgendosi ai Corinzi, servendo il prossimo, soprattutto quello più bisognoso.
In lumine stellae”, è la scritta che campeggia nella stanza, a ricordare il motto di quel sacerdote che nella luce di Cristo aveva voluto tutta la sua vita, restando non solo memoria ma, soprattutto, insegnamento ed esempio.

“È un sacerdote che si è speso fino alla fine per gli altri e ha sempre cercato di fare la volontà di Dio”

– ricorda Eliana Marcone, sorella di don Franco, che assieme alla madre Anna Maria ha deciso di donare alla comunità la casa che era stata dei nonni, tanto cara a tutta la famiglia per i ricordi d’infanzia. “Don Franco – conclude Eliana – aveva abbracciato un cammino, una vocazione sentita sin da bambino, e l’ha portata avanti”.
E nella casa Dono di Maria l’eco del suo “Eccomi” continua a risuonare e a fare del bene.