• on Giugno 20, 2022

La famiglia unisce giovani e anziani per costruire insieme il futuro

Il XXV Anniversario della Federazione delle associazioni familiari cattoliche in Europa (Fafce) coincide con l’anno per la famiglia Amoris Laetitia, nel corso del quale celebreremo il X Incontro mondiale delle famiglie (#Wmof22).

Una serie di coincidenze a dir poco provvidenziali, anche perché ci hanno permesso di realizzare, con la partecipazione del Dicastero per i Laici, la famiglia e la vita – il 10 giugno scorso – un piccolo incontro europeo delle famiglie, in un contesto decisamente nuovo come quello di un’Europa al momento con una guerra in corso ed alle prese con una crisi economica e sociale frutto di due anni di pandemia.

Un’occasione unica e privilegiata che ci ha permesso di essere ricevuti in udienza privata da Papa Francesco. Un incontro unico nel corso del quale il successore di Pietro non ha mancato di incoraggiarci, invitandoci a continuare nella nostra azione. Tanto più che il Santo Padre ha fatto sue molte delle nostre prese di posizione degli ultimi anni, confermandoci nella doppia missione che vive la nostra realtà: portare la voce delle famiglie alle istituzioni europee e ispirare la nascita e il consolidamento delle famiglie.

C’è più che mai bisogno di unire le nostre forze con quelle di altre realtà dentro e fuori la Chiesa.Le sfide evocate da papa Francesco nel suo discorso del 10 giugno riguardano tutti. A cominciare dalla pandemia della solitudine, perché “forse questa è la sfida che sta dietro a tutte le altre”, come ha affermato il Santo Padre. Per continuare in tutto questo lavoro, è urgente sviluppare e sostenere le reti familiari. In questo senso, l’Incontro mondiale delle famiglie resta un’occasione unica e un momento molto importante.

Insieme a mia moglie, Carla, interverremo nel corso del convegno sulla questione “Giovani e vecchi insieme per la Chiesa di domani”, con un focus sulla pastorale degli anziani. Un tema questo di grande attualità in Europa, visto l’inverno demografico vissuto dal nostro continente.

Come abbiamo affermato in un documento pubblicato insieme alla Comece su “Anziani e futuro d’Europa”, in cui si afferma chiaramente che il problema non è tanto il crescente numero di anziani (questa è piuttosto una buona notizia!), ma il calo delle nascite ed il fatto che i nostri parchi giochi si svuotino di bambini! La Commissione europea sta dedicando sempre maggiore attenzione al tema demografico, anche se fatica a riconoscere la funzione fondamentale della famiglia e delle reti di famiglie nel rompere il circolo di solitudine nel quale spesso si trovano imprigionati sia gli anziani sia le famiglie stesse, con una conseguente chiusura che impedisce la generatività di cui ci ha parlato Papa Francesco: “Un’Europa che invecchia, che non è generativa è un’Europa che non può permettersi di parlare di sostenibilità e fa sempre più fatica a essere solidale (…). Gli Stati hanno il compito di eliminare gli ostacoli alla generatività delle famiglie e di riconoscere che la famiglia costituisce un bene comune da premiare, con delle naturali conseguenze positive per tutti”. In primis per gli anziani. Essi hanno bisogno di essere considerati, anche dalla Chiesa stessa e dalle parrocchie non come una categoria a sé stante, ma come parte integrante della famiglia.

(*) presidente della Federazione delle associazioni familiari cattoliche in Europa (Fafce)