• on Agosto 29, 2019

Italia, un Paese sempre meno per giovani

Stiamo per lasciarci alle spalle un agosto difficile e tormentato. Il mese da sempre consacrato alle vacanze, è stato segnato da una crisi di governo che ha sottolineato il clima di confusione nel quale si dibattono i partiti. Al di là dell’esito finale delle trattative in corso, qualche riflessione è doverosa. Prima di tutto la situazione di precarietà che da troppo tempo condiziona le principali istituzioni del Paese, finisce con l’influenzare negativamente non solo l’attività delle pubbliche amministrazioni ma anche la vita dei cittadini: basta pensare a quanto ci costano le ormai quotidiane oscillazioni dello spread. Ma a ferirci maggiormente è la totale indifferenza di gran parte dei politici italiani di fronte alle aspettative dei nostri giovani. Illuminante, a tale proposito, è stato l’editoriale pubblicato il giorno di Ferragosto dal “Corriere della Sera” a firma dell’economista Francesco Giavazzi e dal titolo “Le speranze (ignorate) dei ragazzi”. Nella sua analisi Giavazzi fa notare che “una quota elevata della nostra spesa pubblica (circa un quarto del totale) è spesa sociale e di questa beneficiano soprattutto gli anziani, che infatti nelle elezioni contano più dei giovani, come i partiti ben sanno”. L’editorialista sottolinea che “non può essere la paura del futuro, offuscato dai debiti che stiamo lasciando in eredità ai giovani, a guidarci nelle nostre scelte”. È questa la politica che vorremmo vedere attuata: non più annunci dettati solo dal desiderio di raccattare voti, ma decisioni che possano garantire un domani meno incerto ai nostri figli.

(*) direttore “Il Ticino” (Pavia)