• on giugno 17, 2021

Il punto Cnvf-Sir: su Disney+ l’animazione “Luca”, inno all’amicizia e all’inclusione con un poetico omaggio al “Bel Paese”

La riscossa degli “sfigati”. Potrebbe essere questo il sottotitolo dell’ultimo film d’animazione realizzato dalla Disney-Pixar, “Luca” (dal 18 giugno sulla piattaforma), il racconto di un’estate memorabile vissuta da tre preadolescenti che scoprono il valore dell’amicizia nel cammino di formazione, di quella tenerezza e complicità che si custodisce poi nell’età adulta. “Luca” è un inno poetico alla solidarietà, all’inclusione, che sbaraglia con giocosità temi complessi come bullismo e paura dell’“altro”. Un film che è anche un meraviglioso omaggio all’Italia, alla sua tradizione paesaggistica e culinaria, ma soprattutto alla sua memoria culturale, con citazioni a “La strada” (1954) di Federico Fellini oppure alle musiche di Gianni Morandi, Edoardo Bennato, Mina e Rita Pavone. Per non parlare poi del fascino mai tramontato della Vespa, ammiratissimo “due ruote” segno della ripresa del sogno italiano a partire dal Secondo dopoguerra. A rendere ancor più speciale il cartoon “Luca” è il fatto che la Disney abbia affidato la regia a un autore italiano, Enrico Casarosa, al suo primo lungometraggio dopo il riuscito corto “La luna”, candidato agli Oscar nel 2012. Originario di Genova, Casarosa è volato Oltreoceano all’età di vent’anni per fare cinema ma si è portato l’Italia nel cuore, cui oggi con “Luca” restituisce uno splendido e poetico omaggio. Ecco il punto Cnvf-Sir sul film “Luca” visto in anteprima.

Il viaggio di Luca Paguro. Luca Paguro è un tredicenne molto curioso, desideroso di apprendere tutto dalla vita. Soprattutto fuori dall’acqua. Sì, perché Luca è in verità un mostro marino dall’aspetto antropomorfo, che vive nel mare che bagna le Cinque Terre. I genitori di Luca non vogliono che si affacci in alcun modo fuori dall’acqua, perché degli “umani” non ci si può fidare, sono pericolosi. L’incontro con il coetaneo Alberto Scorfano lo spingerà a mettere piede sulla terraferma accorgendosi così di poter prendere fattezze umane. Insieme i due si lanceranno alla scoperta di usi e abitudini dei “temuti nemici”; percorrendo la città di Portorosso, si accorgono ben presto di quanta bellezza ci sia lì fuori: le biciclette, la Vespa, le trenette al pesto, il gelato, e soprattutto la loro nuova amica Giulia Marcovaldo, brillante ragazza dai capelli rossi che vuole vincere a tutti i costi una gara sportiva locale per provare le sue capacità, e anche per dimostrare di non essere seconda ai maschi. Insieme Luca, Alberto e Giulia formano un team di “sfigati”, derisi dai più, ma con la gioiosità nell’animo che li spinge a compiere piccole grandi imprese…

Siamo tutti fieramente “sfigati”. Tra i tanti temi in campo nell’animazione “Luca” troviamo lo sbaragliare bullismo e pregiudizi con un potente messaggio sul valore della conoscenza e della scolarizzazione. Inizialmente i tre protagonisti sono appellati dai più come sfigati, in inglese “underdogs”, perché fin troppo curiosi della vita. Il cartoon mette dunque in racconto le sfide dei giovani oggi, rivolgendo un invito a essere se stessi, ad accettarsi e a credere nelle proprie capacità. Un rinsaldare la propria autostima grazie al sodalizio dell’amicizia: sono gli amici, infatti, che non fanno sentire mai soli e che danno slancio nel tuffarsi coraggiosamente tra le pagine avventurose dell’esistenza.

Ancora, in “Luca” c’è un prezioso messaggio sull’inclusione, un invito ad ascoltare e accogliere l’“altro”. Il cortocircuito nel racconto è nel momento in cui si solleva il velo di separazione tra umani e mostri marini, due comunità sospettose l’una verso l’altra, barricate nei propri pregiudizi, che grazie al coraggio di questi tre ragazzi capiscono di non essere poi così distanti, diverse. Si scoprono prossime e imparano ad apprezzare il valore della condivisione, dell’aprirsi all’incontro.

Quell’amicizia che salva e apre alla vita. Vero e proprio cuore narrativo del lungometraggio diretto Casarosa è a ben vedere il dono dell’amicizia, di quel legame che si scopre nella stagione più bella della vita, l’infanzia, e che ci accompagna con dolcezza da adulti. Casarosa ci regala il sogno di un’estate indimenticabile, facendo affiorare emozioni come mordendo la “petite madeleine” di Marcel Proust. Attraverso l’intesa iniziale tra Luca e Alberto, e poi l’arrivo di Giulia, è possibile rivivere i ricordi che ciascuno di noi custodisce nella memoria del cuore, l’immagine di quell’amico o amica che ha impreziosito e forse cambiato il nostro mondo. Come ha dichiarato lo stesso Casarosa: “Questa è una storia profondamente personale, non solo perché è ambientata nella riviera italiana dove sono cresciuto, ma perché al centro di questo film c’è la celebrazione dell’amicizia. Le amicizie infantili spesso stabiliscono la rotta di chi vogliamo diventare”.

Grazie a una regia (e scrittura) solida, brillante e marcata da poesia, “Luca” combina le stanze del sogno, della memoria, con quelle del presente, accendendo di colori l’orizzonte di chi guarda. Si registra infatti una pioggia di belle emozioni visive e uditive, che regalano divertimento e trasporto. “Luca” crea incanto e nel contempo ci ricorda il valore di molti elementi chiave nella vita: in primis il bisogno di avere amici, buoni amici, come pure di non rinunciare mai al dialogo in famiglia, anche se idee e progetti personali generano più scintille che consensi; e ancora, l’importanza della scuola, presidio della buona crescita, porto sicuro da cui partire per tracciare la mappa dei propri sogni.

Il tricolore sventola tra Fellini, Mina e Morandi. L’animazione “Luca” forse farà molto di più di tante campagne turistiche di matrice istituzionale. Il cartoon tesse un omaggio all’Italia, tra paesaggi pittoreschi, sapori prelibati e un’atmosfera solare, leggera, resa memorabile da tanti film e canzoni. L’opera è disseminata di classici del cinema come “La strada” (1954) di Federico Fellini, di richiami al fascino di Marcello Mastroianni, come pure delle immagini di “Vacanze romane” (“Roman Holiday”, 1953) di William Wyler, film simbolo della stagione della Hollywood sul Tevere e del mito della Vespa con la celebra corsa sulle due ruote di Gregory Peck e Audrey Hepburn. E proprio la Vespa torna nell’immaginario comune, nei desideri di Luca e Alberto, che la vedono come il mezzo per raggiungere la libertà fuori dall’acqua.

Lungo tutto il film girano poi indimenticati brani della nostra storia musicale: “Città vuota” (1963) cantata da Mina, “Viva la pappa col pomodoro” (1965) incisa da Rita Pavone, senza dimenticare “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte” (1962) di Gianni Morandi e “Il gatto e la volpe” (1977) di Edoardo Bennato.

Visionando la copia internazionale del cartoon – la versione italiana è doppiata tra gli altri da Luca Argentero, Orietta Berti, Luciana Littizzetto, Fabio Fazio, Marina Massironi e Saverio Raimondo –, colpisce la presenza di simpatiche espressioni italiane che forse diventeranno un tormentone tra i bambini di tutto il mondo: “Per mille sardine!”, “Mannaggia!”, “Santa mozzarella!”, “Trenette al pesto” e “Santo pecorino!”.

Insomma, l’animazione Disney-Pixar “Luca” di Enrico Casarosa promette molto bene, per il nostro turismo, per il rilancio del “Bel Paese”, ma soprattutto per i piccoli, grandi, spettatori che lo guarderanno e che proveranno l’emozione di un fuoco d’artificio per gli occhi e diffusa dolcezza sottopelle. Un film che scalda l’animo e amplifica quel magico profumo d’estate dove tutto sembra possibile, persino ritrovare il sogno e la speranza… Dal punto di vista pastorale il film “Luca” è raccomandabile, poetico e per dibattiti.