• on Giugno 24, 2022

Il filosofo Vytautas Alisauskas: “La Lituania è membro della Nato e fa conto sulle garanzie di sicurezza collettiva”

La Lituania non confina con la Russia, avendo il cuscinetto di Polonia, Lettonia e Bielorussia, se non per l’exclave di Kaliningrad, frammento di terra incastonato tra Lituania e Polonia e affacciato sul Baltico, regalato alla Russia dopo la II Guerra mondiale alla Conferenza di Potsdam. Proprio per quel fazzoletto tanto caro alla Russia, perché le garantisce uno sbocco sul Baltico funzionante per 12 mesi all’anno e non insidiato dal ghiaccio invernale, in queste ore tra Vilnius e Mosca i toni si sono fatti duri. Il Governo lituano ha deciso di vietare il transito ferroviario attraverso il proprio territorio delle merci sanzionate dall’Ue, e questo a Mosca non è piaciuto. Tre settimane fa, l’8 giugno, un deputato della Duma di Stato, Evgeny Fedorov, ha presentato un progetto di legge per abolire un decreto del Consiglio di Stato dell’Urss del 1991 che riconosceva l’indipendenza della Repubblica di Lituania. E questo non era piaciuto a Vilnius. Il clima si fa teso. Ne abbiamo parlato con Vytautas Ališauskas, filosofo, già ambasciatore della Repubblica di Lituania presso la Santa Sede, oggi docente alla facoltà di filologia all’Università di Vilnius

La Lituania si sta preparando per un’invasione russa?
La Lituania fu occupata e incorporata con dalla forza militare dall’Unione Sovietica nel 1940. Ciò avvenne dopo la firma del trattato di divisione delle sfere d’influenza con la Germania nazista (il cosiddetto Patto Ribbentrop-Molotov). Il mondo libero (compresa l’Italia post-fascista) non ha mai riconosciuto la Lituania come parte legittima dell’Unione Sovietica. Il ritiro del riconoscimento da parte della Russia non avrà alcun significato giuridico o pratico. La Lituania è membro della Nato e fa conto sulle garanzie di sicurezza collettiva. Al momento non c’è alcun segno che la Russia sia disposta e in grado di impegnarsi in una vera e propria guerra con la Nato e l’Unione Europea.

Qual è l’atmosfera nel Paese?
Nel Paese c’è un’atmosfera tranquilla, l’unica cosa che la rovina è che il clima si è raffreddato, anche se è estate.

In Lituania il 5% della popolazione è di etnia russa, il 15% parla russo: come funziona la convivenza dopo il 24 febbraio? La propaganda russa è efficace in Lituania?
La maggioranza dei lituani di lingua russa è cittadina lituana, fedele al proprio Paese e favorevole all’indipendenza. Purtroppo, la potente macchina della propaganda russa sta influenzando alcuni cittadini lituani in modo simile a quanto avviene nei Paesi dell’Europa occidentale.

Come negli altri Paesi baltici, è in corso la discussione sullo smantellamento dei monumenti sovietici e sull’uso della lingua russa nelle scuole: qual è la sua posizione su questi possibili divieti alla cultura e alla storia russa?
I monumenti dell’esercito sovietico occupante vengono demoliti, ma i cimiteri dei soldati russi non vengono toccati. Nessuno vieta la cultura e la lingua russa. Naturalmente, al momento non ricevono molto sostegno o attenzione. D’altra parte, il numero di persone di lingua russa in Lituania sta aumentando, compresi gli emigranti dalla Russia e dalla Bielorussia e i rifugiati di guerra dall’Ucraina. La generazione più anziana comunica con loro in russo, mentre quella più giovane non parla più russo e comunica in inglese.

Molti accademici stanno fuggendo dalla Russia: ce ne sono in Lituania adesso?
Non ci sono molti accademici russi, ma si cerca di aiutare gli studenti russofoni provenienti dalla Russia, dalla Bielorussia e dall’Ucraina.

Quale posizione e quali messaggi esprimono le comunità religiose nel Paese riguardo alla guerra in Ucraina e alle minacce che incombono sulla Lituania?
Le comunità religiose condannano l’aggressione russa. La posizione della Chiesa ortodossa russa in Lituania è ambigua. Alcuni membri del clero ortodosso sono stati sospesi dalle loro funzioni dal vescovo ortodosso di Vilnius a causa della loro radicale condanna della posizione pro-Putin del Patriarca Kirill.

Alla luce della sua esperienza diplomatica, lei intravede possibili vie di dialogo oggi per la pace? L’Ucraina dovrà cedere una fetta dei suoi territori per fermare la guerra?
Ritengo che il tempo in cui si sarebbe potuto negoziare un compromesso territoriale sia stato sprecato dalla Russia. L’Ucraina ha fatto troppi sacrifici in guerra per rinunciare a uno dei suoi territori. Questo assomiglierebbe (e sarebbe) una sconfitta in guerra.