• on settembre 7, 2021

I missionari: “La gente ha paura del vaccino”. In Africa e ad Haiti fermi alla prima dose

Mentre in Occidente si discute di eventuali terze dosi di vaccino anti-Covid (e ci si permette il lusso di avere movimenti no-vax), le 50 nazioni più povere al mondo, tra cui in prima fila Repubblica Democratica del Congo, Haiti, Ciad e Zambia, continuano a ricevere col contagocce la prima e la seconda dose. Ma c’è anche un altro fenomeno che sta rallentando la somministrazione dei vaccini: è la paura della gente, restìa a farsi vaccinare per via di diverse “teorie del complotto”.

Testimonianze sul campo. Le decisioni che verranno assunte in ambito G20 (con la speranza di accelerare una più equa distribuzione di vaccini nei Paesi in via di sviluppo e migliorare il meccanismo Covax), potranno avere un impatto risolutivo sul futuro di milioni di persone. Soprattutto se la campagna vaccinale “verrà accompagnata da un’informazione corretta”, compito che finora è stato affidato alla buona volontà e al coraggio dei missionari. Come loro stessi ci spiegano. A parlarne con il Sir sono tre missionari italiani che operano rispettivamente ad Haiti, in Congo e in Zambia. Si tratta di Maddalena Boschetti, fidei donum laica della diocesi di Genova, da 18 anni ad Haiti; padre Gaspare Trasparano, comboniano in Nord Kivu, e padre Antonio Guarino, comboniano in Zambia.

Altri gravi problemi… “In un mese qui ad Haiti avranno somministrato in tutto appena qualche migliaio di vaccini; ma il problema non è solo la quantità di dosi a disposizione. In parte la falla sta nella mancata fiducia della gente, che non vuole farsi vaccinare”, racconta Maddalena Boschetti al telefono da Mar Rouge. “Io ho fatto uno sforzo enorme per organizzarmi ed andare il prima possibile a vaccinarmi, con l’unico finora qui reperibile che è Moderna e ho portato con me tre ragazzi della missione – spiega la fidei donum – . Ma alla gran parte della gente di Haiti il vaccino interessa pochissimo… Hanno scarsa fiducia nei medici. Inoltre devono affrontare gravi problemi legati al caos delle gang violente che dilagano in tutto il Paese e alla distruzione del terremoto”. Maddalena Boschetti spiega come nell’isola caraibica il Covid sia solo una delle cause di morte e non la peggiore: “purtroppo qui siamo abituati a morire”, dice. Ad Haiti i missionari sono un punto “di riferimento veritiero per la gente”, dice. “Noi missionari cerchiamo di ristabilire un’oggettività che vada oltre le dicerie e le credenze popolari. Ad esempio io cerco di invogliare le persone a ricevere il vaccino, ma prevale lo scetticismo. Non ci si vuole far iniettare sostanze”.

In arrivo la quarta ondata. Anche in Africa Subsahariana il vaccino anti-Covid non sembra rappresentare una priorità per la gente, nonostante si parli già di quarta ondata di Covid e di variante sudafricana. “Tra ottobre e novembre si aspettano in Zambia una quarta ondata di un’ulteriore variante – spiega padre Antonio Guarino –. Al momento abbiamo ancora scorte di Astrazeneca ma vengono messe da parte per le seconde dosi. Non si vuole procedere con la prima, se prima non si fornisce la seconda dose a chi già lo ha fatto”. Per cui rimane scoperta una gran parte di popolazione.

Terrore e diffidenza. Tuttavia la corsa al vaccino non c’è poiché le teorie del complotto hanno avuto la meglio: questo accade sia in Congo che in Zambia. “Le persone hanno paura e non vogliono essere vaccinate”, dice padre Guarino. Stesso problema si registra in Repubblica Democratica del Congo: già l’Ebola aveva dimostrato il terrore e la diffidenza non tanto verso il virus, che pure uccide a tappeto, quanto nei confronti del rimedio. “La gente non si fida – ci spiega anche padre Gaspare Trasparano dal Nord Kivu – e in ogni caso le quantità di vaccino anti-Covid sono scarse: siamo ancora fermi alla prima dose”.

(*) redazione “Popoli e Missione”