• on maggio 15, 2021

Giornali italiani all’estero: “Andare alla ricerca della verità per un’informazione sicura e oggettiva”

Domenica 16 maggio si celebra la 55ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. “‘Vieni e vedi’ (Gv 1,46). Comunicare incontrando le persone dove e come sono” il tema del Messaggio di Papa Francesco. Abbiamo raccolto voci dall’Europa e dal mondo.

Ciò che scrive Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che si celebra domani, 16 maggio, “venire e vedere”, è quanto ogni sacerdote che accompagna gli italiani in emigrazione svolge nella sua attività, “nell’andare verso le pecorelle a lui affidate. Proprio perché – spiega don Pierluigi Vignola, parroco della Missione cattolica italiana di Amburgo – aprirsi all’incontro verso l’altro, il nostro prossimo, è quanto richiesto dal Signore Gesù ad ognuno di noi, ad ogni buon cristiano ma soprattutto a chi si è posto in modo particolare al suo servizio”.

Il messaggio del Pontefice coinvolge non solo i giornalisti della carta stampata ma anche coloro che sono impegnati nei nuovi mezzi di comunicazione, evidenzia il direttore del giornale per la comunità italiana di Buenos Aires, “Voce d’Italia”, p. Sante Cervellin: “Si tratta di coniugare contenuto e forma di espressione; se si esagera in uno di questi poli c’è il pericolo di limitare il messaggio o di renderlo banale”: il “comunicatore oggi dovrebbe fare testo perché, come suggerisce Papa Francesco è andato alla ricerca della verità”.

Il tema su cui Papa Francesco concentra il suo messaggio – sottolinea p. Tobia Bassanelli, direttore editoriale del Corriere d’Italia, mensile delle Missioni cattoliche italiane in Germania e Scandinaviaè “fondamentale per fare non solo un giornalismo di qualità, ma soprattutto un giornalismo di verità”. Perché “solo una informazione onesta, che corrisponde ai fatti – scrive il sacerdote sul numero di maggio del mensile della Fondazione Migrantes, Migranti-Press -, fondata possibilmente sulla esperienza diretta, può essere utile alle persone che raggiunge. Per poter operare in modo costruttivo, senza creare danni, è necessaria una conoscenza autentica della realtà, incontrata inoltre senza pregiudizi, che ne offrono solo una lettura incompleta e spesso falsata”. È importante, per padre Bassanelli, che la Chiesa offra una “informazione sicura e oggettiva, ricca di contenuti autentici, dotandoli delle risorse umane ed economiche per mettere in atto le indicazioni del Papa, dell’andare e dell’incontrare”.

Il “comunicare-raccontare” – aggiunge sullo stesso giornale, che dedica un focus alla Giornata mondiale delle comunicazioni sociali don Valeriano Giacomelli, direttore del settimanale delle Missioni cattoliche italiane in Romania – presuppone “l’essere stati protagonisti di ciò che si vuole trasmettere, oppure aver incontrato, ascoltato con attenzione i protagonisti dell’evento stesso, verificando approfonditamente la veridicità di ciò che essi raccontano”. Ecco che l’invito a “venire e vedere” di Papa Francesco, rivolto a tutti coloro che hanno il ruolo di “comunicare”, è “più che mai opportuno per salvaguardare la verità, l’oggettività, sia delle motivazioni che hanno portato a quel determinato fatto e sia di come veramente si è svolto il fatto raccontato”. Il sacerdote ringrazia il Papa perché ci invita a “vedere di persona”, a “toccare con mano, ad entrare ‘dentro’ la notizia e diventare testimoni coraggiosi non solo della verità dei fatti, ma soprattutto della ‘Verità’ della persona di Gesù Cristo”.

Sia il “Corriere d’Italia” sia “Adeste” hanno aderito alla Fisc, la Federazione italiana dei settimanali cattolici che oggi raggruppa testate che rappresentano e raccontano gli italiani in Svizzera con il settimanale “Corriere degli Italiani”, in Germania e Scandinavia con il mensile “Corriere d’Italia”, in Francia, Belgio e Lussemburgo con il trimestrale “Nuovi Orizzonti Europa”, con il periodico on line “Webgiornale.de”, edito in Germania, in Lussemburgo con il mensile “PassaParola”, in Romania con il settimanale “Adeste” e “Migranti-Press” edito dalla Fondazione Migrantes che segue pastoralmente gli italiani residenti all’estero, oggi oltre cinque milioni, come racconta il Rapporto “Italiani nel mondo”.