• on novembre 27, 2020

Francia: un Rapporto sulla “salute” dei preti per fare luce sul rischio burnout e depressione

Sovraccarico di lavoro in particolare nelle zone rurali; stato depressivo che nel 2% dei casi arriva ad un vero e proprio burnout; un’alta prevalenza di sovrappeso e obesità; abuso di alcol per 2 sacerdoti su 5 ma soprattutto isolamento e solitudine: più della metà dei preti vive solo. È quanto emerge da uno studio voluto dal Consiglio permanente della Conferenza episcopale francese sulla salute fisica e mentale dei sacerdoti diocesani in attività. Presentata ai vescovi francesi in plenaria il 25 novembre scorso e ieri sera alla stampa, l’indagine nasce – si legge nel Rapporto – per fare luce su alcuni segnali ricevuti in merito a problemi di salute e di equilibrio di vita in alcuni sacerdoti diocesani. L’obiettivo è quello di evidenziare i nodi principali ma anche prevedere piani di lavoro e pratiche preventive e di aiuto per migliorare la qualità di vita dei sacerdoti. È la prima volta che in Francia si realizza uno studio di questo tipo. L’indagine, condotta dall’Union Saint-Martin, è stata realizzata da febbraio a giugno 2020 ed ha coinvolto 6.313 sacerdoti, di 105 diocesi, sotto i 75 anni, pari al 42% dei sacerdoti. I vescovi hanno voluto fare luce su una serie di allarmi che stanno destando preoccupazione. Negli ultimi quattro anni, in Francia, sette preti si sono suicidati. Il quotidiano cattolico La Croix ricorda che solo quest’anno alla fine di agosto due preti, nel giro di 15 giorni, si sono tolti la vita. Nel presentare il Rapporto, mons. Benoît Bertrand, vescovo di Mende e presidente del comitato di lavoro, ha voluto sottolineare l’alta incidenza dei sacerdoti che hanno accettato di rispondere ai questionari permettendo così alla Chiesa di Francia di ottenere un materiale “ricco e interessante”. “Questo studio – ha poi aggiunto il vescovo – è anche un modo per manifestare la nostra attenzione fraterna e prossimità ai sacerdoti”.

Il lavoro in parrocchia. Il primo dato che emerge è che mediamente i sacerdoti in Francia lavorano 9,4 ore al giorno, un carico considerato troppo pesante da quasi il 20% dei sacerdoti, con una media di quasi un giorno e mezzo di riposo a settimana e quattro settimane di ferie all’anno. L’85% dei preti che hanno risposto all’indagine, esercita un ministero parrocchiale. I dati illustrano però anche una differenza di carico tra i sacerdoti impegnati nelle parrocchie rurali dove sono più numerose le comunità affidate e i sacerdoti che invece vivono nelle aree urbane e possono ancora esercitare più serenamente il loro ministero. Più della metà dei sacerdoti vive da solo.

Salute fisica. Da un punto di vista fisico, il 93,3% dei sacerdoti si considera in buona salute anche se il 45% dei partecipanti ha una malattia cronica. Pochi sono i fumatori e la maggior parte dei sacerdoti svolge un’attività fisica regolare. Il 43% dei sacerdoti è in sovrappeso e il 20% è obeso, il che li rende più suscettibili alle malattie croniche. Un altro punto di attenzione è il rapporto con l’alcol. Più di due sacerdoti su cinque hanno risposto di fare un abuso di alcol. L’8% degli intervistati ha un rischio cronico o una dipendenza da alcol.

Salute psichica. Quasi due sacerdoti su dieci mostrano sintomi di depressione. Circa il 7% presenta uno stato di “esaurimento professionale” e quasi il 2% può essere considerato affetto da grave burnout pari a 44 preti.

“44 preti in burnout sono comunque troppi”, ha detto mons. Benoît Bertrand.

Il rapporto redige un elenco di raccomandazioni per migliorare la prevenzione dei mali che minacciano il clero. Tra le vie: un piano per combattere la solitudine, particolarmente incentrato sul tema degli alloggi, la creazione in ogni diocesi di un centro socio-sanitario per sacerdoti in attività, o l’istituzione di un mediatore che può essere contattato da un sacerdote e sia in grado di intervenire in caso di difficoltà.