• on Dicembre 30, 2022

Europa, “progetto di speranza”. L’eredità viva di David Sassoli

Un anno fa, in questi giorni, l’allora presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, veniva ricoverato al Centro di riferimento oncologico di Aviano “per il sopraggiungere di una grave complicanza dovuta a una disfunzione del sistema immunitario”, avrebbe spiegato una nota del successivo 10 gennaio, il giorno prima della scomparsa, avvenuta l’11 gennaio 2022. Sassoli lasciava una eredità di pensiero, di impegno professionale (giornalista), culturale e politico che gli sarebbe stata unanimemente riconosciuta nei giorni delle esequie.
In questi dodici mesi si sono moltiplicate le attestazioni di stima, anche mediante iniziative, soprattutto in ambito sociale e formativo, che portano il suo nome. All’inizio di gennaio sarà poi in libreria un primo volume che riporta un’antologia dei discorsi pronunciati nei due anni e mezzo da presidente dell’Euroassemblea.“David Sassoli. La saggezza e l’audacia. Discorsi per l’Italia e per l’Europa” il titolo del libro, edito da Feltrinelli e curato da Claudio Sardo. La prefazione è firmata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il volume sarà presentato il 9 gennaio a Roma, al Teatro Quirino (ore 11.00 – Via delle Vergini, 7), con la partecipazione della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, di Romano Prodi (già presidente del Consiglio e poi della Commissione Ue), del segretario del Partito democratico Enrico Letta, dello scrittore Paolo Rumiz, moderati dalla giornalista Lucia Annunziata.
La presentazione del volume, da parte della Feltrinelli, riecheggia l’ultimo discorso di Sassoli al Consiglio europeo del 16 dicembre 2021. “Il Green Deal, la transizione digitale, un’Europa più forte e democratica, una maggiore giustizia sociale sono progetti indispensabili e di grande portata che l’Europa sta portando avanti, e dobbiamo riuscirci per lealtà verso i nostri concittadini. Ma l’Europa ha anche e soprattutto bisogno di un nuovo progetto di speranza, un progetto che ci accomuni, un progetto che possa incarnare la nostra Unione, i nostri valori e la nostra civiltà, un progetto che sia ovvio per tutti gli europei e che ci permetta di unirci. Penso – affermava il presidente – che questo progetto possa essere costruito intorno a tre assi forti, a un triplice desiderio di Europa che sia unanimemente condiviso da tutti gli europei: quello di un’Europa che innova, di un’Europa che protegge e di un’Europa che sia faro”.
La raccolta dei discorsi di David Sassoli nella stagione della sua presidenza del Parlamento europeo “ci indica una strada: abbiamo bisogno di innovazione, non solo nella tecnologia, ma nelle istituzioni, nelle politiche, negli stili di vita, nel nostro essere comunità”. “La transizione ecologica, di cui l’Europa può farsi motore nel mondo, sarà possibile solo se verrà assicurata una vera equità sociale. Per far questo è necessario riaffermare la centralità della persona, la tutela dei diritti, il rispetto delle differenze e della pluralità. E, insieme, l’orgoglio del modello democratico europeo”. Sassoli sosteneva che “i cittadini europei sentiranno di appartenere all’Europa se il suo modello di democrazia, di libertà e di prosperità si rafforzerà e sarà in grado di diffondersi, anche al di là delle nostre frontiere”.
Quanto sta accadendo al Parlamento europeo – indagini, perquisizioni, arresti e interrogatori in corso, con accuse di corruzione – certamente fa male alla stessa idea di Europa. Si tratta di una vicenda ancora tutta da chiarire, i cui contorni appaiono finora poco convincenti: dagli atti dell’inchiesta si deduce che l’affaire potrebbe essere più ampio, coinvolgendo altre persone o istituzioni. Lobbismo (registrato oppure occulto) e interessi molteplici ruotano, non da oggi, attorno al Parlamento e alle altre istituzioni europee, come del resto accade, inutile negarlo, in ogni Paese membro. Ma nulla può giustificare azioni che colpiscano la credibilità delle istituzioni democratiche, siano esse locali, nazionali o europee. L’efficienza e la trasparenza dell’attività parlamentare avevano del resto rappresentato due ambiti di impegno prioritario del presidente Sassoli, anche mediante un esercizio di riflessione con gli eurodeputati per ripensare e rafforzare la stessa democrazia parlamentare.
Ricordare, a un anno dalla scomparsa, il presidente Sassoli, significa anche confermare il percorso verso una maggiore integrazione comunitaria, che consolidi politiche atte a rispondere ai problemi quotidiani dei cittadini, delle famiglie, delle imprese, degli enti locali dei 27 Stati aderenti, nella prospettiva di un’Europa efficace al suo interno e aperta verso il resto del mondo.
A questa visione dell’Europa il presidente David Sassoli è stato fedele, per essa si è impegnato con costanza e intelligenza, testimoniandola – a Bruxelles, Strasburgo e ovunque gli fosse possibile – con rigore ed estrema capacità comunicativa. Sempre con quel sorriso rasserenante e giovanile che rimane, ora, in questo difficile tornante della storia europea, un segno di speranza.