• on novembre 3, 2021

Elezioni: il partito del premier esce rafforzato, ma l’astensione è stata alta. In cima alla lista delle priorità di Governo la lotta al covid-19

(Tokyo) – Il Partito Liberal Democratico del premier Fumio Kishida ed il partito di coalizione Komeito mantengono la maggioranza della Camera Bassa del Parlamento nipponico conquistando complessivamente nelle elezioni di domenica 31 ottobre, 293 seggi dei 456 in palio, 12 in meno di quelli ottenuti nella precedente tornata elettorale del 2017, ma più che sufficienti a garantire la stabilità di Governo per i prossimi quattro anni ed il controllo delle 17 Commissioni permanenti della Camera Bassa.
Il primo ministro giapponese, eletto il 4 ottobre dopo aver vinto la corsa alla presidenza del partito Liberal Democratico (LDP), aveva deciso, a soli 10 giorni dall’assunzione dell’incarico, di giocare la carta dello scioglimento anticipato della Camera Bassa, dichiarando di voler ottenere dagli elettori un mandato chiaro che attribuisse al suo neonato governo la necessaria autorevolezza fondata sul consenso dei cittadini.
Tuttavia la consapevolezza delle difficoltà di una campagna elettorale complicata che doveva fare i conti anche con l’insoddisfazione della gente per il decennio dei precedenti governi a guida liberal-democratica, aveva indotto i due partiti della coalizione ad un ridimensionamento delle aspettative, consigliando di puntare all’obiettivo minimo della conquista dei 233 seggi necessari per assicurarsi la quota minima di maggioranza.
Il responso delle urne, arrivato alle ore 5:00 del primo novembre (le 22:00 del 31 ottobre in Italia) è invece andato oltre le previsioni, attribuendo all’ LDP la maggioranza assoluta con 261 seggi con un lieve calo rispetto ai 276 delle elezioni del 2017, e premiando il Partito partner di governo Komeito con 32 seggi, 3 in più rispetto alla precedente tornata elettorale.Il premier e presidente del Partito Liberal-Democratico, Kishida, in una conferenza stampa tenuta la mattina del 1° novembre, ringraziando i cittadini per la fiducia accordata e garantendo il dialogo con l’opposizione, ha richiamato l’urgenza di dare seguito agli impegni assunti in campagna elettorale e dichiarando di voler imprimere una accelerazione alla fase operativa ha indicato le prime tappe del percorso.

In cima alla lista delle priorità la lotta al Covid-19: “Entro la prima metà di questo mese, presenteremo un quadro generale della risposta al nuovo coronavirus. – ha spiegato – ed entro fine mese, attiveremo un sistema per garantire che coloro che hanno bisogno di essere ricoverati possano farlo”.

Ha inoltre annunciato la creazione di un sistema di risposta immediata attraverso il quale i medici e gli altri specialisti possano contattare, il giorno in cui vengono trovate positive al test o al più tardi il giorno dopo, tutte le persone che ricevono un trattamento domiciliare o siano ricoverati in una struttura dedicata. Ha poi aggiunto che la terza dose del vaccino potrà iniziare per chi intende riceverla a dicembre e che sarà ampliata notevolmente la possibilità dei test gratuiti. “Miriamo anche – ha affermato – a commercializzare entro la fine di quest’anno l’uso di farmaci orali anticovid 19, una carta vincente per il trattamento precoce dell’infezione, e ad assicurare le quantità necessarie di farmaci approvati”. Ha infine ribadito la volontà di rafforzare la gestione delle emergenze delle malattie infettive attraverso una migliore organizzazione della cabina di comando.

Sul fronte dell’economia il primo ministro ha annunciato la predisposizione entro metà novembre di un importante pacchetto di stimolo economico, e l’approvazione di un bilancio supplementare il più presto possibile nel corso dell’anno. Le misure economiche includeranno in particolare interventi a sostegno di quanti stanno lottando per la sopravvivenza, come i lavoratori non regolari e le famiglie con figli. Sono inoltre previsti benefici per i datori di lavoro indipendentemente dal settore, che potranno essere mantenuti fino a marzo del prossimo anno, e saranno prorogate lo stesso periodo le misure speciali per i sussidi all’occupazione. Allo studio misure per migliorare il reddito di coloro che lavorano nel campo dell’infermieristica, dell’assistenza all’infanzia attraverso l’istituzione entro metà novembre di una apposita commissione.

In politica estera l’obiettivo indicato dal capo del Governo è costituito dal rafforzamento e dallo sviluppo delle relazioni del Giappone con i leader dei Paesi amici: “Visiteremo gli alleati il più presto possibile e li accoglieremo nel nostro Paese – ha detto ai giornalisti -. Già il 2 novembre mattina partirò per il Regno Unito per partecipare al summit COP26, la conferenza internazionale sul cambiamento climatico. Non solo sosterremo la bandiera della neutralità carbonica entro il 2050, ma mostreremo anche la nostra capacità di leadership per raggiungere le emissioni zero in tutta l’Asia”.

Per quanto concerne la strategia di sicurezza nazionale il Consiglio di sicurezza discuterà i documenti elaborati dal governo per rispondere con tempestività a nuove sfide come le capacità di difesa missilistica, l’utilizzo di tecnologie avanzate e la risposta alle minacce cybernetiche. Riferendosi in particolare alla cosiddetta “capacità di attacco alle basi nemiche”, Fumio Kishida ha dichiarato: “Il missile balistico della Corea del Nord è stato lanciato proprio il primo giorno della campagna elettorale, e la tecnologia di quel missile è in rapida evoluzione. È importante che il Giappone riveda attentamente la sua strategia, compresa quella sulla sicurezza nazionale, ed esamini costantemente se può realisticamente proteggere la vita dei suoi cittadini”. Per l’aumento della spesa per la difesa ha quindi precisato che “Considereremo ciò che è necessario per proteggere la vita del popolo, non solo sulla base del bilancio, ma in base alla realtà di ciò che è necessario. Come partito di governo, è importante per noi avere un dibattito approfondito su questo tema”.

Gli elettori attendono alla prova dei fatti la maggioranza uscita dalle urne e la classe dirigente deve affrontare la sfida di non deluderli, nella speranza di recuperare il calo di fiducia nella politica e nelle istituzioni manifestato anche dai dati finali sull’affluenza. Si sono recati, infatti, a votare solo il 55,93% degli aventi diritto, la terza percentuale più bassa del dopoguerra, anche se superiore di oltre due punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni.

Il Governo, uscito rafforzato dal risultato elettorale, troverà come sempre al suo fianco la Comunità cattolica giapponese tutte le volte che verranno poste in essere azioni rivolte a “proteggere ogni vita”, soprattutto quella dei più deboli, mentre ne sentirà invece il richiamo quando intraprenderà percorsi opposti che possano minacciarla.

A questo proposito ritornano alla mente le parole del presidente della Conferenza episcopale del Giappone, monsignor Joseph Mitsuaki Takami che possono suonare da monito e da stimolo anche per l’attuale governo. “Il Creatore – diceva mons. Takami in un suo messaggio di qualche mese fa – ha dato all’uomo la vocazione speciale di prendersi cura e proteggere la casa comune. Fede, ragione e sapienza sono necessarie per sostenere una giusta relazione tra ambiente, società, economia e politica”. Questi tre doni, spiegava, “permettono di discernere come meglio proteggere le condizioni di vita e come creare nuove strutture economiche, tecnologiche e politiche per la nostra casa comune”. Il disarmo nucleare per costruire la pace, l’equa distribuzione dei vaccini per combattere la pandemia anche nei paesi più poveri, la tutela dell’ambiente e la difesa della vita saranno i temi sui quali la Comunità cattolica nipponica vigilerà con maggiore attenzione.