• on dicembre 22, 2021

Covid-19 e bambini. Pontificia Accademia per la vita e Commissione Vaticana chiedono accesso globale a vaccini, scuole sicure, sostegno a orfani e vittime abusi

La vaccinazione è “un atto d’amore” perché è finalizzata alla protezione delle persone contro il Covid-19, aveva detto Papa Francesco, che ha di recente “ribadito l’esigenza che la comunità internazionale intensifichi maggiormente gli sforzi di cooperazione, affinché tutti abbiano accesso rapido ai vaccini”. A ricordarlo è oggi un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede in occasione della pubblicazione di due nuovi documenti della Commissione Vaticana Covid-19, istituita e operante in seno al Dicastero per lo sviluppo umano integrale, e della Pontificia Accademia per la vita.

Parla di una “pandemia parallela”, che ha colpito e continua a colpire in particolare bambini e adolescenti incidendo profondamente sul loro sviluppo psicologico e creando ansia, disorientamento e stress, mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, intervenendo alla presentazione nella sede della Pav dei due documenti. Il primo, elaborato dalla Pontificia Accademia in collaborazione con il Dicastero per lo sviluppo umano integrale e la Commissione Vaticana Covid-19, si intitola: “La pandemia e la sfida dell’educazione”. Il secondo, elaborato dalla Commissione Vaticana Covid-19, si intitola: “Bambini e Covid-19: le vittime più vulnerabili della pandemia”.

“Uno degli interventi che riteniamo prioritari per i governi – ha spiegato Paglia illustrando il primo testo, dedicato all’educazione – è adoperarsi perché gli edifici scolastici siano attrezzati a garantire la maggior sicurezza possibile e l’insegnamento a distanza sia solo l’estrema ratio”.Tuttavia, ha riconosciuto, “è impensabile affrontare i prossimi mesi senza un adeguato sostegno (sociale, culturale, urbanistico, economico) alle famiglie, che saranno ancora chiamate a sostenere non poche conseguenze dell’urgenza pandemica”.

Occorre inoltre educare “alla fratellanza universale, prendendo sul serio l’enciclica di papa Francesco.

Con la pandemia tutto il mondo è entrato in ogni casa: quello dei paesi più benestanti e anziani come quello dei più giovani ma ancora in via di sviluppo”. “Riprendiamo con un nuovo slancio le attività nella comunità cristiana – l’esortazione conclusiva del presidente Pav -. E rinnoviamo un legame stretto tra le famiglie, le associazioni, le parrocchie e i movimenti, perché questo tempo difficile sia colto come un’opportunità per crescere e diventare tutti migliori, come ha spesso ricordato Papa Francesco”.

La pandemia ha spinto molti bambini in condizioni di grave povertà lasciandone altrettanti senza genitori o familiari che se ne prendano cura. In tutto il mondo sono aumentati sfruttamento e violenza contro di loro. Di qui l’importanza che governi, organizzazioni della società civile e Chiesa si uniscano per alleviarne le sofferenze. Nove le azioni urgenti proposte dalla Commissione Vaticana Covid-19 nel secondo documento: cinque per la politica e quattro per la Chiesa.

“Promuovere l’equa distribuzione del vaccino Covid-19”

perché “gli effetti nocivi del virus sui bambini possono essere completamente mitigati solo se si limita la diffusione del Covid-19 – la prima azione -. Vaccinarsi è un atto d’amore, amore per sé stessi, amore per familiari e amici, amore per tutti i popoli”. Quindi rafforzare i sistemi che promuovono la cura dei bambini all’interno della famiglia: “il Covid-19 si muove rapidamente e lascia poco tempo alle famiglie per prepararsi”; per questo Catholic Relief Services e i suoi partner hanno lanciato “Changing the Way We Care” con risorse utili su come i governi e i loro partner possano assicurare che i bambini rimangano con le loro famiglie”. La Commissione Vaticana chiede inoltre ai governi di aumentare la spesa di bilancio per rafforzare i sistemi di protezione dei bambini da violenza, sfruttamento e abbandono.

“Le diocesi e le parrocchie dovrebbero essere preparate a intervenire rapidamente quando le famiglie sono colpite dal Covid-19” istituendo “squadre di risposta rapida per identificare preventivamente le famiglie a rischio, fornire loro preghiera e assistenza, guidarle attraverso il processo di lutto”, si legge ancora nel documento.

Parrocchie chiamate in causa anche contro gli abusi

perché “possono lavorare per ridurre la banalizzazione della violenza” contro i minori “in famiglia e fuori, e possono creare spazi sicuri dove” i minori a rischio “possano ricevere consulenza e sostegno diretto e possano essere messi in contatto con i servizi disponibili”. Importante, infine, “istituire gruppi di sostegno tra pari” e “promuovere relazioni positive tra genitori e figli, attraverso programmi di formazione specifici”.