• on aprile 17, 2021

Parigi. Contro fumo, piombo, acqua si lavora nel cantiere della cattedrale di Notre-Dame. Obiettivo: riaprire nel 2024

Il cantiere va avanti nonostante tre grandissimi ostacoli: il piombo, la crisi sanitaria, la messa in sicurezza. C’è però una promessa e si guarda a quella: il calendario dei lavori ha come obiettivo primario la possibilità di riaprire la cattedrale al culto nel 2024. Sono passati due anni. Era il 15 aprile 2019 quando, nel tardo pomeriggio, le fiamme avvolsero e distrussero la cattedrale più importante di Francia, Notre-Dame di Parigi. Accorse immediatamente sul posto, le telecamere ripresero l’incendio e la caduta della storica guglia. Sono immagini che rimarranno per sempre impresse nella memoria dei contemporanei e scritte nelle pagine della storia europea. Preso dall’emozione della tragedia, il presidente Emmanuel Macron davanti al popolo francese, quella sera, fece un annuncio importante: la cattedrale sarà riconsegnata ai fedeli e ai turisti in tempo per i Giochi olimpici del 2024. Venne quindi creato un Ente pubblico incaricato della conservazione e del restauro della cattedrale di Notre-Dame, guidata dal generale dell’esercito Jean-Louis Georgelin.

Il punto sui lavori. Il Sir lo ha chiesto direttamente all’ente responsabile del restauro. “La fase di messa in sicurezza, iniziata all’indomani dell’incendio, è ormai in via di completamento e dovrebbe terminare per l’estate di quest’anno”, ci dicono. Tenuto conto della crisi sanitaria, negli ultimi due anni, le principali operazioni effettuate sono state importanti e complesse. La prima è stata la rimozione del ponteggio che circondava la guglia. La guglia, infatti, era in fase di restauro al momento dell’incendio. L’impalcatura ha resistito al crollo della guglia ma è stata deformata dal calore del fuoco. Costituita da un intreccio di 40.000 pezzi del peso di 200 tonnellate, metà dei quali alti più di 40 metri, rappresentava una seria minaccia per la cattedrale. Si sono pertanto dovuti segare pazientemente uno ad uno i 40.000 tubi metallici che si erano sciolti. Molto delicata è stata anche la rimozione del grande organo sinfonico di Notre-Dame. Definito “la voce della cattedrale dal 1733”, l’organo – con le sue 8.000 canne distribuite su 115 registri – è lo strumento più grande di Francia. Per fortuna, durante l’incendio, non è stato toccato dalle fiamme e ha ricevuto relativamente poca acqua dai vigili del fuoco. Tuttavia, è stato ricoperto di polvere di piombo e alcune parti hanno subito variazioni termiche. Richiede quindi un’accurata pulizia e restauro, che non può essere eseguita in loco. Altro lavoro terminato è stata la pulizia delle due cappelle dedicate a San Ferdinando e Notre-Dame de Guadalupe, definendo un protocollo di lavoro per tutte le 24 cappelle che compongono la cattedrale. Costruite dal 1225 al 1320, le cappelle furono restaurate da Viollet-le-Duc nel XIX secolo, che le arricchì di vetrate ispirate a motivi medievali. Durante l’incendio, queste decorazioni sono state esposte ai fumi e necessitano ora di un’accurata pulizia e restauro. La fase di restauro vero e proprio inizierà quest’anno in inverno e dovrà finire nel 2024, in tempo per i Giochi olimpici. Anche qui, i responsabili dei lavori promettono fedeltà alla forma originaria del progetto, in rispetto della Carta di Venezia che definisce gli standard professionali e le linee guida per il restauro di monumenti e siti storici.

La guglia e le querce. Servono almeno 1.000 querce per il restauro della guglia Viollet-le-Duc, delle travi del transetto e delle campate adiacenti. Tutte le regioni di Francia hanno donato querce e l’iniziativa di selezione e raccolta è gestita dall’Ente nazionale forestale, in coordinamento con il Ministero dell’Agricoltura. L’identificazione degli alberi ha avuto luogo da gennaio a fine febbraio, in modo che potessero essere raccolte entro la fine di marzo. Il legname verrà poi immagazzinato dai 12 ai 18 mesi per raggiungere un livello di umidità inferiore al 30%, prima di essere messo a disposizione dei falegnami.

Il punto sulle donazioni. Cuore della cultura non solo di Francia ma dell’Europa intera, la cattedrale di Parigi ha suscitato un’ondata di generosità senza precedenti con 340.000 donatori di 150 Paesi che hanno permesso di raccogliere 833 milioni di euro in donazioni. Il 98% degli impegni è stato incassato o ha dato origine a impegni presi su basi legali. Come ha ricordato il presidente della Repubblica, “la generosità dei 340.000 donatori sarà il vero cemento del ritrovato splendore di Notre-Dame”.